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Tra le cause di morte, l'infarto del miocardio rimane quella che miete più vittime: quando si pensa a questa condizione, solitamente la mente corre ad atroci dolori del petto, con difficoltà a respirare. Fondamentale, per aumentare la percentuale di sopravvivenza a questo evento, riconoscere tempestivamente il dolore toracico ed intervenire subito: la mortalità, tra coloro i quali riescono a raggiungere i reparti d'emergenza, infatti, si riduce ad una percentuale che oscilla intorno al 10%-15%. Purtroppo, però, esiste una forma di infarto del miocardio molto più subdola perché, appunto, silenziosa: si verifica cioè in maniera asintomatica, senza che la vittima si accorga di quanto gli sta succedendo.
Se pensate che quest'ultimo sia un evento raro, sfortunatamente sbagliate: secondo uno studio dei ricercatori americani del Wake Forest Baptist Medical Center, pubblicato sulla rivista specializzata Circulation, nel 45% dei casi l'infarto del miocardio non presenta né il dolore al petto né quello tipico al braccio. Sebbene non sia mai piacevole provare quel tipo di fitte, spesso sono proprio quelle che salvano la vita al paziente: mentre, laddove le fitte non siano presenti, non c'è diagnosi, non c'è intervento, non si provvede insomma a tutte quelle terapie che possono abbassare la percentuale di mortalità.
Per giungere a questa conclusione, gli esperti statunitensi hanno condotto uno studio su poco meno di 10000 volontari, svolgendo visite periodiche nel corso degli anni per verificarne lo stato di salute cardiovascolare. Dalla sperimentazione è emerso che, dopo circa otto anni, i soggetti che hanno avuto un infarto silenzioso erano 317, mentre le vittime di un infarto accompagnato dai tipici sintomi sono stati 386. Una differenza minima dunque, con una leggera prevalenza per i volontari di sesso maschile, sebbene risulti più letale tra le donne. Come fare, dunque, per conoscere un nemico tanto subdolo quanto pericoloso? Gli esperti hanno elencato una serie di sintomi alternativi a cui prestare particolare attenzione, quali sudorazione, vomito, ansia, fame d'aria, dolore al dorso e alla mandibola.



