Pfizer sospende la vendita di farmaci per la pena di morte

Altre multinazionali seguiranno l'esempio

Todaysalute.it –

Sebbene in Italia sia stata abolita nel 1947 per il codice penale civile, e nel 1994 per quel che concerne quello militare, il dibattito sulla pena di morte nel mondo è ancora quantomai vivo: in questo senso, la decisione di alcuni tra i principali stati americani, come l'Alabama, la California, la Florida e il Texas, di mantenerla in vigore è argomento particolarmente controverso e dibattuto, tra chi ritiene possa rappresentare un forte disincentivo alla delinquenza, e chi invece la ritiene una pratica ingiusta ed incostituzionale. Quest'ultima opinioni sta negli anni acquisendo sempre più sostenitori anche oltreoceano: prova ne è il fatto che l'industria farmaceutica Pfizer, colosso multinazionale che produce un fatturato da 67 miliardi di dollari, secondo quanto pubblicato dal New York Times avrebbe deciso di stringere i controlli sui suoi medicinali, di modo da assicurarsi che non vengano utilizzati per le iniezioni letali.

Sebbene in precedenza anche altre case farmaceutiche, europee ed americane, avessero annunciato la stessa manovra, la presa di posizione della Pfizer fa probabilmente più rumore in virtù proprio delle dimensioni di questa corporation, produttrice tra gli altri di sostanze di uso comune quali Viagra, Xanax e Zimox. A questo scopo, molte industrie concorrenti hanno infatti vietato la distribuzione e la vendita dei loro farmaci ai penitenziari, anche sull'onda dello scandalo riguardante alcune esecuzioni finite poi male: e dopo la decisione della Pfizer, molte altre case farmaceutiche finiranno col seguire l'esempio. Cosa che porterà ad un ulteriore giro di vite da parte dei legali che rappresentano i condannati a morte, sempre più zelanti nel chiedere la provenienza dei medicinali utilizzati per le iniezioni agli stati.

Come conseguenza di ciò, i penitenziari già da qualche tempo si trovano a corto di questo tipo di sostanze, cosa che ha prodotto un effetto domino: i tempi di realizzazione delle pene di morte si sono estremamente ampliati slittando di mesi, quando non di anni; il 2015 ha registrato un record negativo per quel che riguarda il numero di esecuzioni, mai stato così basso negli ultimi quarant'anni. Tale dato è dovuto in larga parte alla pressione esercitata proprio dalle case farmaceutiche contro il sistema penitenziario, per la gioia di tutti coloro che considerano questa pratica un'autentica barbarie: anche Papa Francesco, ultimamente in visita negli USA, ha lanciato un appello direttamente in Congresso affinché la pena di morte venga abolita in tutti gli stati.  

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