Gas esilarante in sala parto per attenuare i dolori

Pratica già testata in alcune cliniche degli USA

Todaysalute.it –

«Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze: con dolore partorirai figli». Così secondo la Bibbia un Dio iracondo si rivolse ad Eva, dopo che essa si lasciò tentare dal serpente e decise di mangiare la mela proibita. Effettivamente, da quel momento in poi, la gravidanza non è mai stata una passeggiata per la donna: il dolore è talmente forte che per alleviare le sofferenze spesso si ricorre all'anestesia epidurale, pratica introdotta in Italia solo nel 1931 che, come ogni pratica medica invasiva, può presentare varie controindicazioni.

Per questo sono al vaglio anche metodi alternativi per diminuire il dolore che una donna prova durante il travaglio. Uno dei più curiosi arriva dal Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Istituto Clinico Città di Brescia, che sta testando sulle pazienti l'utilizzo di gas esilarante in sala parto. Si tratta al contempo di un metodo analgesico alternativo e di un modo per ridurre le tensioni legate alla gravidanza: la donna risulterebbe così più rilassata, e più propensa a concentrarsi sulle gioie di mettere al mondo un figlio, piuttosto che sul timore di possibili complicazioni o di provare fitte terribili.

Ciò che viene denominato comunemente come gas esilarante è in realtà il protossido di azoto, definito anche come ossido di diazoto. Si tratta di una sostanza incolore dall'odore lievemente dolciastro che provoca euforia: in ambito medico, viene da tempo utilizzato per la sua capacità anestetica ed analgesica, introdotta per la prima volta nella pratica odontoiatrica. Sebbene il suo impiego in sala parto non possa dirsi affatto comune, già da qualche tempo alcune cliniche statunitensi hanno iniziato a testarlo proprio per attenuare i dolori del travaglio.

La cosa più interessante a riguardo è che la somministrazione del gas dipenderebbe esclusivamente dalla paziente, che in maniera completamente indipendente può azionare la valvola che regola il fluire della sostanza nella mascherina collegata a naso e bocca a seconda del grado di dolore provato. Il vantaggio dell'utilizzo del gas esilarante, secondo gli esperti della clinica lombarda, sarebbe appunto quello di essere una pratica più sicura, meno invasiva rispetto all'epidurale: sebbene nella letteratura medica siano riscontrabili effetti collaterali da protossido di azoto, la sostanza è considerata sicura sia per la madre che per il bambino. 

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