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«La vedova allegra» è una delle operette più famose del panorama musicale, tanto che oramai è piuttosto comune riferirsi a donne che han perso il marito ma che non per questo perdono troppo tempo con i piagnistei col titolo omonimo. E chi più allegre delle vedove venete? Secondo uno studio dell'Università di Padova e dell'Istituto di Neuroscienze, infatti, le donne che hanno perso un marito all'interno del territorio di Venezia e dintorni sarebbero più contente e meno stressate di quelle che al contrario hanno un marito, ahiloro, vivo e vegeto. I risultati dell'analisi sono stati pubblicati dalla rivista specializzata Journal of Women's Health e condivisi anche dal New York Post: e di sicuro non sono lusinghieri per gli uomini.
Stando dunque a quanto rilevato dai ricercatori in questione, il matrimonio farebbe male alla salute: almeno, alla salute di lei. La sperimentazione è stata condotta su uno studio precedente che prendeva in considerazione circa 1900 persone residenti tra Rovigo e Camposampiero, tutte al di sopra dei 65 anni: se tra i volontari maschi la cosiddetta «Sindrome di Fragilità», caratterizzata da smarrimento, depressione, perdita di peso non intenzionale e debolezza è risultata tre volte meno probabile per i coniugati rispetto a single e vedovi, per le donne la situazione si è rivelata diametralmente opposta.
Le vedove e le single, infatti, presenterebbero il 25% in meno di possibilità di sviluppare lo stesso disturbo rispetto a chi ancora ha un marito al suo fianco. La ragione sarebbe di tipo prettamente culturale: in confronto alle coppie odierne, che si dividono i compiti in maniera pressoché equa, in quelle di una volta a dominare era essenzialmente un'impostazione di tipo patriarcale, con la partner a cui toccavano le principali incombenze quotidiane casalinghe. E, siccome non è infrequente che le donne siano sposate a uomini più anziani, con il passare degli anni questo tipo di stile di vita diventa particolarmente gravoso: problema che, al contrario, non tocca single e vedove ovviamente. Questo significa che, almeno in linea teorica, la maggior parità di ruoli di femmina e maschio dovrebbe determinare un'inversione di tendenza: staremo a vedere se qualcuno, magari tra qualche anno, verificherà la cosa, o se anche le vedove del futuro al contrario rimarranno comunque allegre.



