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Inutile dire che nella chirurgia plastica ci sono interventi decisamente per lei (dalla mastoplastica additiva alla lipoaspirazione delle cosce) e interventi decisamente per lui (come per esempio la riduzione della ginecomastia, inestetismo che comporta la comparsa del »seno» negli uomini).
Detto questo, si potrebbe pensare che ce ne siamo altri, per esempio il lifting, che vengono eseguiti nello stesso identico modo nei due sessi. Ma non è così e questo innanzitutto perché i tessuti maschili e femmini sono differenti. Quelli di lui, infatti, contengono una maggiore quantità di collagene e pertanto risultano più forti e compatti, e per questo in grado di resistere meglio all’invecchiamento. Ancora, negli uomini con il passare degli anni non si verificano i caratteristici cambiamenti ormonali della menopausa e di conseguenza il processo di invecchiamento avanza più lentamente, senza scossoni. Infine, è diverso il criterio con cui si progetta il ritocco. Se a lei si può perdonare un aspetto decisamente giovane e un po’ perfetto (pensiamo alla definizione del naso, al turgore di guance e labbra), nell’uomo più che mai è fondamentale celare l’intervento di chirurgia plastica. Dopo una rinoplastica, un naso ben riuscito per lui è spesso leggermente convesso, mentre la stessa caratteristica stonerebbe in lei.
Per quanto riguarda il lifting o il minilifting, si procede preservando sempre la basetta e secondo le necessità specifiche di lui, che tende a invecchiare meno nella parte inferiore del viso e che di solito non presenta il collo vizzo di lei, ma piuttosto un doppio mento che per ottenere un effetto globale di ringiovanimento bisogna sicuramente ridurre.



