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Spesso il concetto di fast food si accompagna a quello di cibo spazzatura: i prodotti venduti da questo tipo di locali sovente offrono ben poco nutrimento, risultando al contrario ricchi di sostanze nocive per la salute del nostro organismo. Sodio, grassi, colesterolo: sono solo alcuni dei composti che contengono gli hamburger al loro interno che vanno ad aumentare il rischio di obesità, ipertensione e patologie cardiovascolari quali infarto del miocardio. Ma il problema non risiederebbe esclusivamente in quello che si trova dentro la carne macinata, il pane coi semi di sesamo o il ketchup: anche la confezione in cui vengono serviti, infatti, rilascerebbe composti chimici nocivi che poi andiamo ad ingerire.
Si tratta dei famigerati ftalati, prodotti chimici che hanno conosciuto una forte diffusione negli ultimi decenni grazie all'affermazione del PVC quale materia plastica di riferimento. Dal 2003 la comunità scientifica ha posto la lente d'ingrandimento sugli effetti collaterali dell'esposizione a questi composti, che simulerebbero l'azione degli ormoni estrogeni una volta penetrati all'interno del nostro organismo, causando problemi soprattutto sui neonati maschi, generando disturbi nella maturazione dei testicoli. Non solo: sperimentazioni su cavie da laboratorio hanno evidenziato che l'elevata esposizione agli ftalati produce danni a fegato, reni e polmoni.
I ricercatori della George Washington University hanno condotto recentemente uno studio su di un campione di 9000 volontari, i cui risultati sono comparsi sulla rivista specializzata Environmental Health Perspective. Ai soggetti della sperimentazione veniva sottoposto un questionario sulle loro abitudini alimentari, in particolari sul loro rapporto con i fast food: a 24 ore di distanza veniva loro prelevato un campione di urina, da cui è emerso come mangiare questo genere di cibi aumenta i livelli di ftalati fino al 40% più alti. Il motivo di questo innalzamento risiederebbe nella capacità di tali composti di migrare nel cibo una volta a contatto con sostanze oleose. Insomma, una ragione in più per preferire cibo sano, fresco e poco elaborato.



