I bambini fanno i capricci? Chiediamo aiuto alla matematica

Piccoli consigli dalla Teoria dei Giochi

Todaysalute.it –

Ogni genitore lo sa: qualunque sia il lavoro che svolge, non esiste persona più complicata con cui trattare ed interagire del proprio figlio, o della propria figlia, quando decide di fare i capricci. Sovente in quelle situazioni è proprio impossibile provare a mettersi a ragionare: si finisce col trascendere, con l'alzare la voce, a volte le mani, anche se non si dovrebbe. Possiamo mettere i figli in punizione, ma difficilmente l'avremo vinta con le parole nel bel mezzo di un capriccio. Ma dove il nostro raziocinio, e soprattutto la nostra pazienza, finiscono, può venirci incontro un alleato probabilmente inatteso: la matematica.

Provare a rispondere ai capricci con problemi di aritmetica non farebbe altro che portare ulteriori capricci: tuttavia, secondo il giornalista scientifico Paul Raeburn, e Kevin Zollman, professore di filosofia alla Carnegie Mellon di Pittsburgh, conoscere la Teoria dei Giochi potrebbe rappresentare un vantaggio non di poco conto nelle interazioni coi bambini. I due hanno messo nero su bianco questa teoria nel libro «La guida del teorico dei Giochi per il genitore: come il pensiero strategico può aiutarvi con i più tosti negoziatori che conoscete, i vostri figli»: titolo eloquente che spiega molto bene lo scopo del manuale.

Per chiunque fosse digiuno di questa branca, la Teoria dei Giochi è quella disciplina che studia appunto le relazioni tra individui, andando ad analizzarne le decisioni in situazioni di conflitto con altri soggetti in presenza di comportamento razionale, ovvero: laddove entrambi i soggetti puntino alla massimizzazione del proprio profitto. Sembra complicato da spiegare, ma per la verità la Teoria dei Giochi, che è valsa al matematico John Nash, portato sullo schermo da Russell Crowe nel film «A Beautiful Mind», il premio Nobel per l'Economia ha applicazioni assolutamente quotidiane, in ambiti che vanno dalle semplici interazioni tra individui alla finanza, passando per la politica.

Bene, ma cosa ce ne facciamo di una branca della matematica da premi Nobel quando parliamo con i figli? Secondo i due esperti, conoscerla ci darebbe dei bei vantaggi. Ad esempio, la minaccia di girare la macchina e tornare a casa quando si parte per le vacanze se i bambini non stanno buoni è sbagliata perché non è credibile: i genitori sono i primi a voler andare in vacanza, i figli lo sanno perfettamente, e continuano a comportarsi male. Il consiglio principale è dunque quello di utilizzare dei moniti verosimili: fermarsi a mangiare nel ristorante sgradito, o ascoltare musica che non piace. Altri piccoli trucchi: meglio dare dei premi per ottenere un comportamento piuttosto che dare a prescindere e minacciare di toglierlo; ed evitare la strategia dell'empatia, tanto si tratta di qualcosa che non si sviluppa fino ad una certa età. Inutile dunque cercare di convincere un bambino a condividere qualcosa, come ad esempio una torta intera, con qualcuno che non ce l'ha: il piccolo vorrà sempre tutto per sé.  

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