Le protezioni solari possono mettere a rischio la fertilità?

Il 45% dei prodotti diminuisce il potenziale di riproduzione

Todaysalute.it –

La primavera è appena arrivata, ma c'è già chi sogna l'estate: caldo, sole, giornate al mare, abbronzatura sono un miraggio non più tanto lontano. Fare le lucertole e stare stesi sul lettino a rosolarsi, o prendere colore mentre si pratica qualche sport sulla spiaggia, rappresentano senza dubbio alcuni dei passatempi preferiti del turismo da spiaggia: ma sappiamo come sia pericoloso esporsi troppo ai raggi UV, che soprattutto a certe ore del giorno possono provocare gravi danni alla salute della nostra pelle, e aumentare il rischio di tumori quali il melanoma. Il consiglio è sempre, comunque, quello di proteggersi con le creme solari: ma sarà poi così sicuro spalmarsi questo genere di pomate?

Secondo uno studio danese dell'Università di Copenhagen, la risposta è no: le sostanze chimiche contenute in questi prodotti, infatti, avrebbero effetti collaterali non di poco conto sulla nostra salute, specie quella dei maschietti. Le protezioni solari avrebbero infatti al loro interno dei composti che aumenterebbero il rischio di sterilità nell'uomo. La colpa sarebbe delle sostanze chimiche utilizzate per bloccare i raggi ultravioletti, che penetrano all'interno del flusso sanguigno tramite la pelle: nella stragrande maggioranza dei casi una volta all'interno del nostro organismo imiterebbero l'azione del progesterone, ormone tipicamente femminile che, nell'uomo, può mettere a repentaglio la funzionalità spermatica.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori scandinavi hanno condotto una sperimentazione su 29 dei 31 filtri UV presenti nei prodotti in vendita in Europa e negli Stati Uniti, e in particolare sulle loro ripercussioni sulle cellule spermatiche. Analizzandone l'azione, gli esperti hanno notato come nel 45% dei casi il contatto col progesterone attivi un particolare recettore che porta a sua volta all'apertura dei canali del calcio, aumentandone gli ioni presenti e fondamentalmente compromettendone la capacità di fecondazione. Tale effetto collaterale si verificherebbe a dosaggi anche minimi, ben inferiori a quelli a cui veniamo esposti spalmandoci le creme solari. Tra le sostanze incriminate ci sarebbero anche composti chimici presenti in altri prodotti di uso quotidiano e cosmetico, come trucchi, creme idratanti e burro cacao.  

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