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Sembrano automobili di «Fast & Furious», ma non lo sono. Anche gli spermatozoi, infatti, se necessario sgommano, accelerano, usano il turbo come i veicoli della fortunata saga che vede come protagonisti Vin Diesel e Dwayne Johnson. I ricercatori dell'Università di Berkeley hanno rivelato il meccanismo molecolare che permettere agli spermatozoi di raggiungere l'ovulo in maniera diretta e spedita: una sorta di turbo appunto, innescato da un enzima che risponde al progesterone, ormone rilasciato dall'ovocita.
Da soli, infatti, gli spermatozoi hanno una mobilità limitata, incapace di proiettarli in modo deciso verso l'inseminazione: hanno bisogno di un aiutino. L'aiutino viene fornito dal progesterone una volta che entrano all'interno dell'apparato riproduttivo femminile: questo ormone rappresenta un richiamo irresistibile per il recettore dell'enzima ABHD2, presente sulla membrana esterna degli spermatozoi. Ed è così che il turbo viene acceso: la coda diventa all'improvviso veloce come una frusta, fornendo l'energia necessaria allo spermatozoo per penetrare l'ovulo.
Sembrano tutte metafore semplici e divertenti, ma la realtà non è di molto distante da quella descritta in precedenza. Lo studio dell'Università della California di Berkeley, pubblicato in questi giorni sulla rivista Science, risulta molto importante sotto un duplice aspetto: il primo è la cura dell'infertilità maschile, che colpisce migliaia di uomini e a cui al momento non si riesce a trovar rimedio; la seconda da un punto di vista contraccettivo. Una volta fatta luce su questo meccanismo, infatti, il passo successivo sarà quello di sviluppare delle pillole appannaggio sia delle femmine che dei maschi, che rendano momentaneamente lo spermatozoo incapace di inseminare l'ovulo: farmaci-autovelox in grado di spegnere il turbo, in pratica.



