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George Clooney, Richard Gere, Jeff Bridges, Barack Obama: cos'hanno in comune questi uomini? Sono tutti americani; sono tutti personaggi di estremo successo; e sono considerati estremamente affascinanti, nonostante i capelli bianchi. O forse, anche in virtù dei capelli bianchi. Da tempo il look sale e pepe possiede un irresistibile fascino sulle donne, nonostante la comparsa dei primi peli canuti venga spesso accolta con ansia e terrore. Lo schiarirsi della propria chioma è oramai cosa talmente sdoganata, che è diventata una moda in voga tra molte celebrità quella di tingersi volutamente i capelli di grigio, ben prima del sopraggiungere naturale di questa caratteristica, che di solito segnala l'avvicinarsi della… maturità, diciamo così.
In questi giorni è comparso sulla rivista specializzata Nature Communications uno studio da parte dei ricercatori della University College di Londra, che hanno identificato la ragione per cui la chioma tenda a sbiancarsi col trascorrere degli anni. La colpa, se di colpa si può parlare, è del gene Irf4, scoperto per la prima volta assieme ad un gruppetto di «colleghi» responsabili di spessore, colore, densità e forma di barba, sopracciglia e, appunto, capelli. Tale scoperta conferma che la comparsa dei caratteristici peli bianchi è una questione di DNA, e non deriva da fattori ambientali, o comunque non solo da fattori ambientali: probabilmente non si tratta dell'unico gene responsabile dell'effetto sale e pepe, ma rappresenta comunque un buon punto di partenza.
Un buon punto di partenza, sì, ma verso cosa? Si sa che alcune persone non riescono ad arrendersi ai segni del tempo che passa: e sebbene, soprattutto a livello maschile, oramai il capello grigio sia caratteristica affascinante, non sono poche le persone che decidono di tingersi o ricorrere a trattamenti costosi e spesso inutili per sembrare più giovani. L'identificazione del gene Irf4 può essere il primo passo per ritardare, prevenire o addirittura eliminare il capello grigio: ma siamo poi così sicuri di voler cancellare l'effetto brizzolato? Inoltre, la scoperta potrà tornare utile per le indagini forensi: da un solo capello lasciato per sbaglio sulla scena del delitto si potrà ottenere un identikit molto più approfondito dei sospettati.
Ad ogni modo, per giungere a questa scoperta, i ricercatori britannici hanno condotto una sperimentazione mai concepita in precedenza su circa 6000 soggetti volontari tutti di origine latinoamericana, ma con etnia e provenienza diversa: europee, asiatiche e nativo americane. D'altronde, i geni responsabili della calvizie, o del colore dei capelli, erano già stati individuati: ma nessun esperimento aveva condotto all'identificazione della chioma canuta. Lo studio non si è limitato a questo: gli scienziati della University College di Londra hanno scoperto anche il gene dei capelli ricci (PRSS53), quello dello spessore della barba e della forma dei capelli (EDAR), quello dello spessore e della densità delle sopracciglia (FOXL2) e persino quello del monosopracciglio (PAX3).



