Dagli squali il segreto per la rigenerazione dentale

Questi pesci perdono fino a 30.000 denti nella loro vita

Todaysalute.it –

Diciamoci la verità: andare dal dentista rappresenta una delle grandi tragedie della vita, per una serie di buone ragioni. La prima: quando si cariano, i denti fanno veramente male. La seconda: spesso anche mentre vengono aggiustati, i denti fanno veramente male. La terza: il conto, alla fine, è quasi sempre salatissimo. E le motivazioni per «odiare» il dentista non finiscono certo qui. Ma non sarebbe meraviglioso se i denti durassero una vita? Se non si cariassero mai? Se non cadessero mai? Probabilmente gli unici che risponderebbero «no» a queste domande sono proprio i dentisti, che si ritroverebbero all'improvviso senza lavoro.

Per trovare un giusto compromesso tra il paziente che non vorrebbe mai ricorrere alla dentiera, e l'odontoiatra che non vorrebbe mai rinunciare alla sua professione, occorrerebbe essere come gli squali. Esatto: proprio i predatori per eccellenza del mondo marino, a cui la natura ha donato la capacità di rigenerare la dentatura all'infinito, fino alla morte. In pratica, ad ogni dente che cade, ne corrisponde uno nuovo che cresce. Chiunque abbia visto il famoso film di Steven Spielberg, «Lo Squalo», sa quanto questa caratteristica sia proprio poco opportuna: tuttavia, grazie alle moderne scoperte scientifiche, potrebbe tornare utile anche all'uomo, dentista o meno.

I ricercatori dell'Università di Sheffield hanno infatti studiato questa speciale capacità dei pescecani, per ottenere il segreto di una dentatura che si autorigenera lungo tutto il corso della vita. La sperimentazione, pubblicata in questi giorni sulla rivista specializzata Developmental Biology, ha evidenziato che il merito di una tale caratteristica risiede nella lamina dentaria dello squalo, costituita da cellule epiteliali presenti anche nell'uomo: solo che, nell'uomo, permettono un solo ricambio, dai denti da latte a quelli permanenti. Al contrario, i pescecani possono possedere fino a 3.000 denti contemporaneamente nella propria bocca, disposti su più file: cosa che ne determina la pericolosità, assieme all'incredibile forza delle mascelle per un morso letale.

Avete mai visto uno squalo sdentato? La risposta è ovviamente, purtroppo, no: perché, sebbene ne perdano circa 30.000 nel corso della loro vita, ad ogni dente perduto corrisponde un nuovo dente che spunta, nel giro di pochi mesi. Grazie alla sperimentazione dei ricercatori britannici, che hanno analizzato alcuni embrioni di una specie di squalo detta Gattuccio, si è potuto scoprire che il segreto di questa capacità risiede in un gruppo di geni che sarebbero responsabili dello sviluppo dei denti anche in tutti gli altri vertebrati, ivi compresi gli esseri umani. Il problema è che nell'uomo queste cellule epiteliali durante l'adolescenza si deteriorano, e questo limita la loro capacità di rigenerazione dentale ad un solo passaggio: tuttavia, i ricercatori inglesi ritengono che in futuro, grazie a questa scoperta, saremo in grado di rinvigorire queste cellule, di modo che anche per noi, come per gli squali, la rigenerazione possa avvenire più volte. 

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