Virus Zika: cresce l’allerta. Nuovi casi in Europa

Aumentano i timori in vista dei Giochi Olimpici

Todaysalute.it –

In questi giorni sta crescendo l'allerta per il virus Zika: l'epidemia prodotta dalla zanzara Aedes Aegypti, la stessa di patologie quali febbre gialla, dengue e chikunguya, si sta diffondendo a partire dai paesi dell'America Latina e Centrale, tanto che sono stati segnalati i primi casi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Danimarca, in Spagna, in Portogallo e persino in Italia. Tuttavia, è il Brasile il paese più colpito: il ministro della Sanità del paese stima che nel 2015 i casi di Zika siano stati tra 497.593 e 1.482.701. Numeri di un certo rilievo che raccontano un'autentica epidemia: l'allerta è massima, soprattutto in considerazione del fatto che il paese sudamericano ospiterà proprio questa estate la trentunesima edizione dei Giochi Olimpici.

Ma cos'è il virus Zika, e perché fa tanta paura? Inizialmente i sintomi dell'infezione sono stati piuttosto sottovalutati, in quanto solo un quinto delle persone colpite mostrava effetti collaterali, che comunque non erano poi così seri: un po' di febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e arrossamento degli occhi erano le manifestazioni più comuni. Ciò nonostante, l'allerta è salita in virtù del fatto che questo virus si sospetta essere responsabile di malformazioni fetali e problemi neurologici negli adulti: sono infatti già 4.000 i casi di bambini affetti dalla nascita da microcefalia, quando invece tra il 2009 e il 2014 ne erano stati registrati meno di 200 l'anno. Tale statistica ha portato il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie degli Stati Uniti a sconsigliare vivamente i viaggi nei paesi centroamericani e sudamericani alle donne incinta.

In aumento nelle nazioni colpite dal virus sembra anche l'incidenza di patologie neurologiche ed autoimmuni, come la sindrome di Guillain-Barré, che può portare alla paralisi. Non è facile essere certi della correlazione tra Zika e queste condizioni: tuttavia l'attenzione rimane massima, tanto più in assenza di un vaccino. Secondo il portavoce della Casa Bianca, «il Presidente ha posto l'accento sulla necessità che vengano accelerate le ricerche per ottenere test diagnostici più rapidi e per sviluppare vaccini e terapie, oltre che fornire una migliore informazione». D'altronde, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che con tutta probabilità il virus si diffonderà molto presto a tutto il territorio delle Americhe, esclusi Cile e Canada.

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