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Il sesso orale aumenta di 22 volte il rischio di tumore

L'HPV incide più di fumo e alcol nel cancro alla gola

Brutte notizie per tutti gli amanti focosi e per gli appassionati dei preliminari: secondo uno studio recente dell'Albert Einstein College sembra infatti che la pratica del sesso orale aumenti drammaticamente il rischio di sviluppare neoplasie. Il problema sarebbe legato alla trasmissione in bocca del papilloma virus, denominato anche HPV, solitamente connesso al cancro della cervice, cosa che incrementerebbe le probabilità di sviluppare il tumore orofaringeo, che un tempo si considerava maggiormente associato a fumo e alcol.

I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista specializzata JAMA Oncology. Si tratta del primo studio che associa la presenza del papilloma virus in bocca al tumore orofaringeo, che colpisce la parte mediana della gola, incluso il palato, la base della lingua e le tonsille, sebbene segua due ricerche ad essa strettamente correlate. La prima è comparsa ultimamente sul New England Journal of Medicine, e mostra come chi soffre di HPV presenta una probabilità 32 volte più alta del normale di sviluppare questo particolare tipo di cancro; la seconda è uscita sul Journal of Clinical Oncology, e evidenzia come questa condizione sia oramai più connessa al papilloma virus che all'alcol e al fumo.

Generalmente si ritiene che questo virus si diffonda per via sessuale: tuttavia, basta anche solo il contatto pelle contro pelle per produrre il contagio. Per la verità, tutti quanti noi almeno una volta nella vita veniamo infettati dall'HPV: ma nella maggior parte dei casi il nostro sistema immunitario mantiene la cosa sotto controllo, così il contagio finisce per non produrre alcun tipo di effetto collaterale sul nostro organismo. Ciò nonostante, anche se raramente, il papilloma riesce ad avere la meglio, innescando una serie di eventi che conducono a sviluppare cancro della cervice, del pene, dell'ano, della vagina e, come abbiamo visto, della bocca.

I ricercatori dell'Albert Einstein College di New York hanno condotto una sperimentazione su 97 mila persone, che hanno dovuto fornire campioni di colture ricavate dalla bocca e non presentavano segni di tumore all'inizio del progetto. Al termine del periodo d'osservazione di quattro anni, sono stati riscontrati 132 casi di neoplasie dal collo e alla testa: confrontandoli con i campioni di un gruppo di volontari sani composto da 396 individui, gli scienziati hanno calcolato che la presenza dell'HPV-16 comporta un rischio di sviluppare tumori orofaringei 22 volte più alto del normale. L'HPV-16 è causa della maggior parte delle neoplasie che colpiscono la cervice: per questo i ricercatori hanno concluso che sia il sesso orale la ragione del passaggio di questo tipo di virus dalla vagina alla bocca. Dunque, potrebbe non essere implausibile la teoria secondo cui Michael Douglas, famosissimo attore hollywoodiano colpite da tumore orofaringeo, abbia sviluppato la condizione per colpa della sua passione per il cunnilingus.  

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