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La gravidanza diminuisce la mortalità per cancro e ictus

Maggiore il numero dei figli, minore il rischio di morte

«La maternità è il più grande privilegio della vita», scriveva Mary R. Cocker. La gravidanza, l'essere in grado di mettere al mondo dei figli, rappresenta sempre un piccolo miracolo nel ciclo della propria esistenza: ma è pur vero che si ripercuote sull'organismo di una donna, modificandolo e per certi versi stravolgendolo. L'utero si ingrossa, andando a determinare probabili dolori, dovuti anche all'aumento di peso e ad una certa criticità articolare; le modifiche ormonali portano ad un deciso incremento delle dimensioni del seno; diverse future madri finiscono con soffrire di stitichezza, disturbi del sonno, crampi e capogiri; per non parlare delle nausee mattutine, che purtroppo diventano una triste abitudine. Insomma fare un figlio, per una donna, non rappresenta certo una passeggiata di salute: e ciò nonostante si tratta ancora comunque di un privilegio a cui molte non vogliono rinunciare.

Per la verità occorre anche spezzare una lancia a favore della gravidanza e degli effetti che essa possiede sull'organismo: non sono infatti esclusivamente negative le ripercussioni sulla salute del rimanere incinta. Secondo uno studio dei ricercatori dell'Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista specializzata BMC Medicine, diventare madri riduce infatti il rischio di mortalità legato a tumori e ictus del 20%, percentuale che va addirittura ad aumentare se i figli diventano più di uno e se li si allatta al seno. Tuttavia, occorre anche ricordare che tali benefici vengono annullati nel caso in cui la donna in questione sia una fumatrice.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori britannici hanno controllato per circa 13 anni i dati di salute di ben 322.972 donne appartenenti a dieci paesi differenti di età media pari a 50 anni. Durante questo periodo, sono stati registrati 14.383 decessi: di questi, 5.938 morti si sono verificate a causa di complicazioni legate a neoplasie, mentre 2.404 sono avvenute per malattie che colpiscono il sistema circolatorio. Tenendo conto di alcuni fattori legati a gravidanza, utilizzo di contraccettivi e allattamento, e di come essi si ripercuotono su patologie quali carcinoma della mammella, ictus, infarto del miocardio e condizioni cardiache in generale, i ricercatori hanno verificato come le donne che avevano partorito presentavano una percentuale del 20% minore di mortalità rispetto a quelle che non erano diventate madri.

L'allattamento al seno portava ad un aumento di questa percentuale di un ulteriore 8%: la statistica saliva ulteriormente in caso di più di una gravidanza. Le ragioni sono spiegabili proprio attraverso quei cambiamenti ormonali che si innescano con la fecondazione: cambiamenti ormonali che avvengono anche attraverso l'assunzione di contraccettivi orali, abitudine che comporta una diminuzione della mortalità del 10%. Ma tutti questi benefici, occorre sottolinearlo una volta ancora, vengono annullati nel caso in cui la madre indugi nel vizio del tabacco. 

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