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Stimolare il bambino, stargli accanto, proporgli giochi con luci, suoni e parole: in molti pensano che sia questo il modo migliore per farlo apprendere molto e velocemente.
è senz’altro vero, ma come avverte uno studio pubblicato sulla rivista Developmental Science e condotto presso l’università di Hong Kong è importante che le diverse sensazioni arrivino al bambino in sequenza ordinata per favorire un vero apprendimento.
Nello studio in questione sono stati coinvolti bambini di 8-10 mesi, in una fase della vita cioè, in cui ancora non parlavano: a loro disposizione sono stati messi giochi che ne stimolavano le funzioni tattili, uditive e motorie.
Se il bambino visualizzava una faccia sorridente e in associazione sentiva il pianto di un bambino, aveva movimenti oculari tali da rivelare un mancato apprendimento del fatto che ad una faccia sorridente corrisponde il suono di una risata.
è giusto dunque stimolare il bambino, ma il tutto va fatto in maniera sequenziale e non confusa, perché altrimenti il bambino resta lui stesso confuso.



