«Effetto weekend»: 11 mila morti l’anno solo negli UK

Le cause: personale rimaneggiato e meno preparato

Todaysalute.it –

Qualche mese fa, uno studio dell'Imperial College di Londra aveva focalizzato l'attenzione sul cosiddetto «effetto weekend»: secondo i ricercatori britannici, chi viene ammesso in ospedale durante il sabato o la domenica presenta l'8% di probabilità in meno di sopravvivere rispetto a chi si ammala o viene operato in un giorno feriale. Le motivazioni? Innanzitutto, nel fine settimana i policlinici risultano spesso a corto di personale: lo staff sanitario risulta rimaneggiato e numericamente inadeguato ad affrontare emergenze. In secondo luogo, è più probabile che medici con una certa esperienza durante il weekend non lavorino, lasciando il posto a dottori con minore esperienza. La percentuale si alza fino al 13% negli ospedali americani, e addirittura arriva al 20% in quelli olandesi.

Tale analisi, comunque, necessitava di ulteriori approfondimenti, prendendo in considerazione un numero di ospedali piuttosto esiguo. Ci hanno pensato i ricercatori della University Hospital Birmingham NHS Foundation Trust, in collaborazione coi colleghi della University College London, a fornire nuovi dati riguardanti appunto «l'effetto weekend»: e i numeri evidenziati sono tutt'altro che tranquillizzanti. Secondo questo nuovo studio, che prendeva in considerazione 15 milioni di ricoveri avvenuti tra il 2013 e il 2014 e pubblicato sul British Medical Journal, sarebbero circa 11 mila ogni anno le morti riconducibili al fine settimana. Non solo: chi viene sottoposto ad intervento durante il weekend presenta una probabilità di morte legato a complicazioni chirurgiche entro un mese dall'operazione addirittura doppia.

Il dato più preoccupante riguarda chi viene ammesso in ospedale di domenica: per loro la percentuale di decesso si attesta sul 15% in più rispetto a chi viene ricoverato durante un giorno feriale. Per quel che concerne il sabato, invece, la statistica si abbassa fino al 10%, rimanendo comunque preoccupante. Tale risultato, tra l'altro, riguarda solamente le ammissioni in ospedali della NHS: il che significa che le 11 mila morti l'anno legate al cosiddetto «effetto weekend» riguardano la sola Gran Bretagna. Un altro dato interessante riguarda il tasso di mortalità settimanale: dal martedì al giovedì tale dato si attesta intorno al 1.6%; il venerdì cresce fino al 1.75%; il sabato arriva a toccare il 2.64%; la domenica raggiunge il suo picco, pari al 3.4%; per poi abbassarsi nuovamente il lunedì, fino al 1.7%.

Un portavoce della NHS, intervistato ai microfoni del Sunday Telegraph, ha ammesso come la situazione abbia assunto ormai dimensioni non più ignorabili, e ha confermato come sia inaccettabile che la vita dei pazienti venga messa a repentaglio da una variabile tanto aleatoria nonché da problemi organizzativi in seno all'agenzia sanitaria britannica, annunciando che cambiamenti sono in corso di studio per cercare di porre un freno a questo problema. Questo studio segue di poco una sperimentazione presentata durante la scorsa settimana da alcuni cardiologi, che ha rivelato come chi soffre di condizioni cardiache presenta un tasso di mortalità superiore del 20% se i problemi si verificano di sabato. 

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