Todaysalute.it –
Internet è uno strumento indubbiamente meraviglioso: in caso se ne senta la necessità, un utente è in grado di parlare con un altro utente dall'altro capo del mondo; rimanere in contatto con persone che altrimenti non avremmo più risentito nella nostra vita; e si può reperire ogni genere di informazioni con un semplice clic. Il problema, semmai, è quello di verificare il genere di informazioni che si cerca: non esiste un'autorità a riguardo, dunque il rischio è sempre quello della scarsa attendibilità di alcune news. «Una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale: come una freccia dall'alto scocca, vola veloce di bocca in bocca», cantava Fabrizio De Andrè. Le bufale, sospinte da un passaparola feroce, fanno presto il giro del mondo, creando vere e proprie leggende metropolitane che disturbano le persone.
La più recente, in ordine di tempo, è quella della carne contaminata dal virus dell'HIV: notizia assolutamente priva di fondamento, come specificato dall'Istituto Superiore di Sanità con una dichiarazione ufficiale sul sito internet Uniti contro l'AIDS. L'HIV, infatti, non è in grado di infettare gli alimenti, ma solo esseri umani ed alcuni tipi di scimmie: al contatto con l'aria, al contrario, si inattiva rapidamente, motivo per cui l'informazione che viaggia in questi giorni sui social network, nata sul sito internet Lo Specchio, risulta essere, a tutti gli effetti, una bufala. Le uniche vie di trasmissione rimangono dunque i rapporti sessuali non protetti, lo scambio immediato di sangue infetto tramite siringa, nonché quella verticale che avviene di madre in figlia.
Dunque, l'unica cosa contagiosa in questo caso risulta essere la notizia, non a caso definita come «virale» quando si diffonde a macchia d'olio in tutto il web. Ma come nascono certe informazioni, e perché? Nessuno lo sa per certo, sebbene i ricercatori dell'IMT Institute for Advanced Studies di Lucca abbiano tentato di fornire una spiegazione su queste strane dinamiche. Il loro studio si è concentrato in particolar modo sui profili degli utenti cosiddetti complottisti, quelli cioè più preoccupati di reperire informazioni che, teoricamente, ci vengono tenute nascoste da governi e multinazionali per tenerci buoni. Analizzando il loro comportamento, in particolare i post a cui mettono «mi piace», si nota chiaramente come queste persone selezionino solo le notizie che confermano la propria visione, rendendo ogni tentativo di smascherare certe bufale piuttosto complicato. D'altronde, come per i vaccini che secondo alcuni causerebbero autismo nei bambini, è sempre molto facile affermare come le smentite vengano da persone vicine ai governi, rendendone l'opinione ai loro occhi niente più di una dichiarazione ufficiale volta ad influenzare il comportamento delle persone ad uso e consumo dei potenti.



