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«I can't wait for the weekend to begin», letteralmente «non vedo l'ora che inizi il fine settimana»: era il ritornello di una famosa hit dance di qualche anno fa. Come dar torto a Michael Gray, autore della canzone? In effetti, per molti di noi i giorni infrasettimanali rappresentano solo una sorta di supplizio lavorativo, una via crucis con cinque stazioni da attraversare il più velocemente possibile per raggiungere il relax del venerdì sera, tanto che spesso gli stessi si confondono e si accavallano in una routine che si ripete sempre uguale. D'altronde chi di noi, per esempio, non ha mai confuso un mercoledì con un giovedì?
Si tratta di una sensazione talmente familiare che secondo gli psicologi inglesi delle università di York, Lincoln ed Hertfordshire ne soffre una persona su tre: così hanno deciso di indagarne i meccanismi, nell'ambito di uno studio pubblicato di recente sulla rivista specializzata Plos One. La sperimentazione consisteva nel chiedere ai volontari di associare una definizione, un aggettivo per ogni giorno feriale. Non stupisce che i risultati emersi abbiano evidenziato come il lunedì e il venerdì siano le giornate con la personalità più spiccata: il primo viene descritto principalmente come «stanco» e «noioso», il secondo è invece associato a parole dalla forte connotazione positiva, quali «libertà» e «partire».
Martedì, mercoledì e giovedì sono invece risultati molto più sfumati ed indefinibili: ed è forse questo il motivo per cui tendiamo spesso a confonderli, secondo i ricercatori britannici. D'altronde, sin dalla nascita siamo abituati al ciclo della settimana, e a conferire ad ogni giorno una sua personalità: ogni variazione a questo schema risulta difficile da digerire per la nostra mente, tanto è vero che durante una settimana che presenta almeno un giorno festivo al suo interno gli errori a riguardo risultano più che raddoppiati. Tuttavia, le ragioni non si fermerebbero qui: un'altra delle cause per cui martedì, mercoledì e giovedì sarebbero maggiormente indistinguibili risiede nella loro minor presenza nel nostro linguaggio naturale. In effetti, se applichiamo questo concetto per esempio alla musica, possiamo notare una miriade di canzoni che parlano del lunedì e del venerdì: Vasco Rossi, The Cure, Bob Geldof, Duran Duran, Katy Perry, Genesis sono solo alcuni degli artisti che hanno scritto pezzi su questi due giorni. Molto più rare, al contrario, le opere sul martedì, sul mercoledì e sul giovedì.



