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Syd Barrett soffriva di sindrome di Asperger

Spiegata la causa del comportamento bizzarro del chitarrista

«Ci fu chi scrisse che la nostra musica era adatta a far saltare il cervello – ed è esattamente quanto successe a Syd». Così si espresse Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, riguardo all'ex leader della stessa band inglese, Syd Barrett. Syd Barrett era un personaggio invero piuttosto singolare: consumatore abituale di LSD, ottime doti pittoriche, assolutamente inaffidabile in sede di registrazione e concerto, sguardo assente per la maggior parte del tempo, geniale ed infantile allo stesso tempo. E malato, gravemente malato. Quando gli veniva chiesto chi gli avesse suggerito il nome Pink Floyd, lui stesso rispondeva: gli alieni. Molte ipotesi sono state avanzate riguardo la malattia mentale di cui soffriva Syd Barrett: la più accreditata era indubbiamente la schizofrenia, scatenata o accelerata dall'abuso di sostanze psicotrope.

Tuttavia, una ricerca italiana pubblicata in questi giorni dalla rivista specializzata Clinical Neuropsychiatry avanza una nuova teoria, proposta dal direttore scientifico della Fondazione BRF Onlus, Mario Campanella: quella della sindrome di Asperger, forma di autismo che si ritiene abbia colpito altri personaggi geniali della storia, da Isaac Newton a Albert Einstein, da Charles Darwin ad Alan Turing, da Amadeus Mozart a Glenn Gould. La patologia, unitamente alla sua dipendenza dagli acidi, sarebbe la principale causa del suo ritiro dalle scene, avvenuta a soli 30 anni, e l'avrebbe accompagnato fino alla morte all'età di 60 anni a causa di un tumore al pancreas. Tale ipotesi sarebbe suffragata da alcuni comportamenti del chitarrista: la sinestesia, la passione per i colori, il portamento ondulante, l'attrazione per la pittura.

D'altronde, non è semplice comprendere a posteriori la particolare malattia di cui soffriva Syd Barrett, se non altro perché non esistono prove che l'artista si sia mai sottoposto a delle visite psichiatriche approfondite. Tuttavia, secondo Campanella, l'Asperger risulta l'ipotesi più plausibile in quanto può essere ad alto funzionamento sociale: nel caso in questione fu aggravata dal contemporaneo abuso di droghe e dalla co-presenza di un disturbo di personalità di cluster A, ovvero sia schizotipico, schizoide e paranoide. Il lascito artistico di Barrett ebbe in seguito grande influenza nella carriera di molti gruppi, in special modo in quella degli stessi Pink Floyd, che a lui dedicarono il loro album forse più famoso, Wish you were here, denso di richiami e riferimenti al loro ex compagno.  

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