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Ci sono vite destinate ad essere straordinarie: e se è vero che ogni persona che viene a mancare deve continuare ad esistere nel ricordo di chi rimane, a maggior ragione ne esistono alcune che meritano di esser celebrate per quel che sono riuscite a fare. Frances Oldham Kelsey è una di queste persone. Probabilmente ai più nel nostro paese questo nome non dirà molto, ma si tratta della farmacologa e fisica della Food and Drugs Administration, ente governativo statunitense che rappresenta la massima autorità in materia di prodotti alimentari e farmaceutici, che si è strenuamente opposta all'approvazione della talidomide, sostanza concepita per contrastare le nausee in gravidanza.
La Kelsey intuì infatti, per prima, i gravi effetti collaterali che questo farmaco provocava. Sebbene all'epoca la posizione della dottoressa risultava controcorrente, visto che la sostanza veniva già commercializzata in Canada, in Africa e in venti paesi europei, e si accingeva a invadere anche gli Stati Uniti su pressione di esperti e case farmaceutiche, studi più approfonditi hanno dimostrato che le preoccupazioni della dottoressa risultavano più che fondate: il talidomide danneggiava infatti la salute dei feti poiché riusciva ad attraversare la barriera della placenta, causando tra le altre cose focomelia, amelia, difetti cardiaci, malformazioni renali e gastrointestinali, sordità, ritardo mentale e autismo.
La sua coraggiosa intuizione, datata 1961 e basata sull'analisi dei test pre-clinici, le fece meritare un prestigioso riconoscimento da parte di uno dei presidenti più amati della storia americana, John Fitzgerald Kennedy, che premiò la scienziata per il suo impegno ad evitare che la tragedia della talidomide avvenisse anche negli Stati Uniti. Fino a quel momento il Contergan, il cui principio attivo era proprio la talidomide, veniva distribuito dalla tedesca Chemie Grunenthal e pubblicizzato come un autentico portento, spinto da una campagna di marketing che oggi definiremmo virale. Sfortunatamente per chi ha dato retta alle riviste mediche dell'epoca, il farmaco risultava tutt'altro che miracoloso, e gli effetti collaterali in realtà risultavano devastanti: si calcola che solo in Italia i bambini nati con qualche malformazione a causa del talidomide sono 688, circa 7000 in tutto il mondo, e a nessuno di questi è stato riconosciuto un giusto risarcimento.
Grazie alla posizione della Kelsey, la FDA cominciò ad effettuare controlli molto più serrati sui prodotti farmacologici: l'esperta contribuì a scrivere gli emendamenti che rendevano l'agenzia un ente nettamente più restrittivo, e fino all'età di 90 anni giocò un ruolo chiave in seno all'organizzazione. La sua morte, avvenuta venerdì 7 agosto alla veneranda età di 101 anni, rappresenta un'occasione in più di indignazione per questo gravissimo caso di superficialità criminale, e al contempo un modo per ricordare colei che, più di tutti, contribuì a limitare il numero di vittime legate a questo farmaco.



