Ecco i motivi per cui l’aria condizionata è maschilista

Usarla in ufficio è pratica sessista che avvantaggia l'uomo

Todaysalute.it –

«Gli uomini ignoreranno sempre la loro vera natura finché non lasceranno le donne libere di realizzare la propria personalità». La frase di Indira Gandhi ben fotografa la situazione nel mondo, dove sovente il maschilismo domina la società, le pari opportunità rappresentano più una cosa a cui tendere che qualcosa di effettivamente realizzabile e il sesso femminile è costretto ad umiliazioni di ogni sorta. Nella società africane e arabe esiste l'aberrazione dell'infibulazione; mentre, in quella occidentale, le donne risultano spesso oggetto di discriminazione anche sul posto di lavoro, dove sovente vedono la loro retribuzione e le loro opportunità di far carriera minori rispetto a quelle di un uomo.

Il sessismo risulta talmente radicato che può annidiarsi anche in oggetti francamente insospettabili. Prendiamo ad esempio l'aria condizionata, in questo periodo dispositivo più che mai utilizzato per diminuire l'afa e l'umidità all'interno degli ambienti chiusi: se per il sesso maschile può rappresentare una vera e propria benedizione, per quello femminile sovente è l'esatto contrario, tanto da essere costrette a coprirsi per non prendersi un accidente. È tale la differenza in termini di sopportazione delle temperature più basse che secondo i ricercatori olandesi della Maastricht University Medical Center l'aria condizionata sarebbe l'ennesimo strumento adoperato per favorire gli uomini e far soffrire le donne.

Ma come mai lei sopporta il freddo peggio di lui? A sentire gli uomini si tratta di veri e propri capricci, mentre secondo gli esperti la ragione risiederebbe nel metabolismo: quello delle donne in linea generale risulta meno elevato, con una maggiore percentuale di grasso corporeo a fronte di una muscolatura meno sviluppata, cosa che le porta a consumare un numero più basso di calorie. Per questo gli ambienti condizionati risultano maggiormente congeniali agli uomini: dunque, l'utilizzo sconsiderato all'interno degli uffici del dispositivo apposito per togliere l'umidità e mantenere una temperatura più bassa rispetto a quella che troviamo all'esterno sarebbe in buona sostanza una pratica maschilista, come riportato dall'articolo pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Nature Climate Change.

Secondo gli esperti olandesi, d'altronde, i condizionatori sono stati tarati oramai decine di anni fa in base ai parametri del metabolismo maschile, più precisamente a quello di un uomo di 40 anni e circa 70 kg di peso, probabilmente a causa del fatto che la popolazione dei professionisti all'interno degli uffici in passato era prevalentemente formata da uomini. Una decisione ovviamente non al passo coi tempi, visto che oramai questo disequilibrio fortunatamente non dovrebbe esser più d'attualità. I valori standard del tasso metabolico possono arrivare a sopravanzare l'effettivo metabolismo di una donna fino al 35%. Dunque, quello del rispetto verso le nostre colleghe freddolose rappresenta un motivo in più per spegnere il dispositivo, o comunque per mantenerlo a temperature gradevoli per tutti: ragione che va ad aggiungersi ai problemi di inquinamento atmosferico e di consumi elettrici che l'aria condizionata crea. 

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