Gli effetti della Coca-Cola ad un’ora dalla sua assunzione

Passo dopo passo, spiegati tutti i pericoli di una lattina

Todaysalute.it –

«Tu puoi vedere alla tv la pubblicità della Coca-Cola e sai che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c'è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo un barbone all'angolo». Andy Warhol in questa frase fotografò bene la tradizione tutta americana, almeno all'epoca, della democratizzazione del consumo: in parole povere, spiegò come la maggior parte delle cose comprate dalle persone ricche fossero le stesse comprate da quelle povere. In questo senso, la Coca-Cola ebbe un senso rivoluzionario: e questo probabilmente fu uno dei segreti del successo di un prodotto che è più di una semplice bevanda, è uno status symbol consumato dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Tuttavia, ultimamente si sono levate alcune preoccupazioni riguardo le bibite gasate e zuccherate, in particolare riguardo il loro impatto sulla diffusione di fenomeni quali obesità e diabete, tanto che alcuni esperti hanno proposto una speciale tassa su questo tipo di prodotti. Sull'onda di questa nuova consapevolezza il blog The Renegade Pharmacist, gestito dall'ex farmacista britannico Niraj Naik, ha deciso di pubblicare un'infografica riguardante l'impatto sul nostro organismo di una semplice lattina di Coca-Cola entro una sola ora dalla sua assunzione, di modo da sensibilizzare i frequentatori della sua piattaforma riguardo i rischi dell'abuso di questo tipo di bevande zuccherate e gasate.

Durante i primi dieci minuti, il nostro organismo risulta invaso da ben dieci cucchiaini di zucchero: circa il 100% di percentuale in più della dose giornaliera consigliata. L'unica ragione per cui il consumatore non ne risulta intossicato e non vomita è il ruolo dell'acido fosforico, in grado di calmarne il gusto travolgente. Dopo venti minuti i livelli di glicemia nel sangue raggiungono il picco, cosa che causa una specie di raffica nella produzione di insulina: il fegato reagisce a ciò trasformando tutto lo zucchero che riesce a catturare in grasso. Dopo quaranta minuti l'organismo completa l'assorbimento della caffeina: le pupille si dilatano, la pressione sanguigna sale. Come risultato, il fegato pompa lo zucchero nel flusso sanguigno, mentre i recettori dell'adenosina nel cervello vengono bloccati per prevenire la sonnolenza.

Dopo soli tre quarti d'ora l'organismo aumenta la produzione di dopamina, neurotrasmettitore che stimola i centri del piacere: a suo dire il meccanismo risulta del tutto paragonabile a quello che porta senso di benessere all'eroinomane dopo essersi iniettato una dose, caratteristica che spiega il senso di dipendenza che creano certi prodotti. Dopo circa un'oretta l'acido fosforico si lega al calcio, al magnesio e allo zinco nell'intestino crasso, cosa che comporta un'accelerazione del metabolismo; l'azione diuretica della caffeina comincia a fare effetto, cosa che induce l'organismo ad espellere tramite l'urina preziosi sali minerali destinati alle ossa, oltre ad acqua ed elettroliti; e il processo innescato dalla lattina comincia a scemare, causando un repentino abbattimento degli zuccheri, la cui conseguenza è quella di renderci maggiormente irritabili e fiacchi.

Intervistato da FEMAIL, il farmacista ha affermato come già durante l'esercizio della sua professione riusciva ad aiutare in maniera decisiva pazienti affetti da patologie che comprendevano diabete, colesterolo ed ipertensione, condizioni per cui erano costretti ad assumere medicinali a lungo termine, semplicemente prescrivendo una dieta priva di bevande gasate e zuccherine, sostituendole magari con semplice succo di limone o di lime. L'assunzione smodata di questi prodotti induce infatti il pancreas a produrre maggiori quantità di insulina, aumentando le probabilità di sviluppare diabete di tipo 2; incrementa la quantità di grassi nel sangue e, di conseguenza, il rischio di patologie cardiovascolari; mentre la caffeina produce un accrescimento della pressione sanguigna. Per non parlare della disidratazione che produce, che legata al senso di dipendenza ci spinge a chiederne sempre di più. Insomma, per tutti questi motivi, occorre pensarci due volte prima di ordinare una Coca-Cola. 

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