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La depressione post parto è una condizione piuttosto comune: si stima che affligga circa il 20% delle donne subito dopo il lieto evento e non solo impedisce alla neomamma di godere appieno del proprio bambino, ma influenza negativamente anche lo sviluppo comportamentale, cognitivo e sociale del piccolo.
È molto importante diagnosticare precocemente la condizione in modo da curarla ed evitare complicanze non da poco sia per la mamma che per il bambino: esistono dei fattori di rischio per il disturbo, come l’aver sofferto di depressione durante la gestazione, ma ci sono donne che sviluppano la depressione anche in assenza di particolari campanelli d’allarme.
Uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Genetics ha rivelato come si potrebbe fare diagnosi precoce del disturbo e individuare le donne a rischio, ricercando un marker ematico che sembra associarsi alla condizione.
I ricercatori sono partiti dal presupposto che un post partum senza problemi di sorta, con un legame ottimale fra mamma e bambino e con poco stress si caratterizza per i livelli soddisfacenti di ossitocina che al contrario sono particolarmente bassi nella depressione post parto.
Gli autori del lavoro di ricerca sono andati a cercare i livelli del recettore per l’ossitocina: se sono bassi allora vuol dire che la donna, pur senza particolari fattori di rischio, è più esposta delle altre a sviluppare depressione nel dopo parto.
I risultati ottenuti in questo studio devono essere replicati, ma offrono un interessante spunto di ricerca.



