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È noto come l'uso del telefonino, in certi contesti, possa risultare estremamente pericoloso: per questo da tempo il suo utilizzo è stato bandito dalle automobili quando si è al volante, se non con l'ausilio di auricolari che possano permettere al guidatore di mantenere il pieno controllo del mezzo con le mani. Tuttavia, il numero di incidenti provocati dallo smartphone rimane alto nonostante il potere deterrente delle sanzioni, tanto che secondo i dati pubblicati di recente da ACI e ISTAT il 2014 sarebbe stato un anno record per quel che concerne i sinistri provocati da distrazioni: il 20% di questi sono dovuti proprio all'utilizzo del telefonino, causa che batte di gran lunga altre condizioni di pericolo quali stato di ebbrezza ed eccesso di velocità.
D'altronde, si calcola che per comporre un messaggio ed inviarlo occorrono circa 10 secondi, che in termini di spazio rappresentano una distanza intorno ai 300 metri: tratto di strada in cui il guidatore perde di vista ciò che succede nel traffico, e dunque può succedere di tutto. Ma i pericoli dello smartphone non finirebbero qui: nonostante basterebbe l'ausilio degli auricolari per essere più pronti al volante, oltre ovviamente a rinunciare a comunicare tramite sms onde evitare di mettere a rischio la vita propria e altrui, sarebbe sufficiente un semplice «bip», l'attivazione della suoneria o l'illuminazione del display per distrarre, a volte in maniera anche fatale, il proprietario del telefono. Un messaggio, un aggiornamento, una notifica, dunque, sarebbero abbastanza per distogliere la nostra concentrazione da cose più importanti, risultando disturbanti tanto quanto una chiacchierata al dispositivo.
Ad affermarlo sono i ricercatori americani della Florida State University, la cui analisi è stata pubblicata in questi giorni sulla rivista specializzata Journal of Experimental Psychology. Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno condotto uno studio su 150 volontari divisi in due gruppi: a entrambi è stato chiesto di lavorare al computer, ma i membri del secondo venivano disturbati in maniera continuativa da telefonate o notifiche di ogni sorta. Il risultato è stato inequivocabile: basta un semplice trillo, o una vibrazione, per distogliere l'attenzione del proprietario del telefonino da quello che sta compiendo, sia esso un lavoro d'ufficio o una guida in mezzo al traffico.
Dunque, l'analisi dimostra che lo smartphone distrae l'essere umano anche se quest'ultimo non interagisce col dispositivo. Il rapporto di interdipendenza risulterebbe talmente spiccato che basterebbe anche solo il dubbio, il pensiero di dover ricevere qualcosa, senza effettivamente riceverlo, a distogliere l'attenzione. Insomma, il telefonino e la tecnologia ci ha indubbiamente semplificato la vita migliorandone la comodità, ma siamo sicuri che abbia migliorato anche noi? Di certo, ci ha… semplificato. D'altronde, basterebbe ricordare quanto scoperto dalla Microsoft recentemente: secondo uno studio condotto dall'azienda informatica, infatti, l'utilizzo dei tablet avrebbe ridotto la nostra capacità di concentrazione a soli otto secondi, abbassandola ai livelli del pesce rosso.



