Peppa Pig diseducativo: spinge i bambini a mangiare di più

Richiesta maggior responsabilità nelle scelte di marketing

Todaysalute.it –

Da qualche tempo, il cartone animato Peppa Pig è diventato in assoluto il più seguito dai più piccoli in Italia e in Europa: le vicissitudini della famosa maialina, della sua famiglia e dei suoi amichetti tengono i bambini incollati allo schermo, trasformandosi in un autentico caso mediatico. Ovviamente per qualsiasi adulto costretto a seguire qualche puntata della serie la domanda sorge spontanea: ma questo programma è educativo per i nostri figli o meno? La questione sorge soprattutto vedendo la protagonista sovente esprimersi con grugniti, rutti e tuffi nel fango: per non parlare degli episodi di vera e propria insubordinazione all'autorità genitoriale, con il padre definito spesso come «stupido». Ogni marachella viene risolta da una sonora risata di gruppo: cosa che ha spinto parecchi psicologi a criticare il cartone animato, preoccupati dell'apparente mancanza di regole e schemi di comportamento della famiglia dei maialini.

Ma i problemi di Peppa Pig non si limiterebbero a questo. Oltre a rappresentare un pessimo modello di condotta per i nostri bambini, secondo uno studio pubblicato dalla rivista specializzata Journal of Consumer Psychology e condotto dalla University of Colorado i protagonisti del cartone animato in questione, simpaticamente grassottelli, spingerebbero i più giovani ad un'alimentazione smodata: in una parola, a mangiare di più. La diffusione del problema dell'obesità tra i bimbi rappresenta una questione di primaria importanza per la comunità medica: essere sovrappeso già in tenera età, infatti, aumenta a dismisura le probabilità di sviluppare patologie serie che, crescendo, andranno a minare l'aspettativa e la qualità della vita di chi ne soffre. Dunque, qualsiasi modello che possa spingere i bambini verso errori alimentari è da ritenersi pericoloso.

Per questo lo studio punta il dito anche contro i Simpson's, in particolare Homer, il bulimico, inetto pater familias della serie di Matt Groening: che, però, al contrario di Peppa Pig, risulta rivolta ad un pubblico più adulto, che possa comprendere come le puntate rappresentino in realtà non l'esaltazione, bensì al contrario la critica di un determinato stile di vita. Ad ogni modo l'analisi dei ricercatori americani, condotta su circa 300 volontari divisi in tre gruppi d'età rispettivamente di otto, dodici e tredici anni, ha evidenziato come i bambini siano maggiormente tentati di mangiare più alimenti poco nutrienti, ad alto contenuto di calorie, subito dopo aver guardato un cartone animato, o giocato a videogame, con protagonisti obesi: assumerebbero circa il doppio di cibo spazzatura rispetto ai piccoli che visionano programmi televisivi con personaggi in forma.

Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, i soggetti che hanno partecipato allo studio percepivano effettivamente i personaggi di fantasia di forma ovale come sovrappeso: ciò significa che i più piccoli applicano gli stessi standard degli adulti nel giudicare il fisico di una persona, anche se disegnata. I ricercatori hanno dunque affidato un appello ad un'intervista, in cui si chiede alle multinazionali di essere maggiormente responsabili nelle loro scelte di marketing, cercando di innescare anche attraverso messaggi subliminali una consapevolezza più profonda per quel che concerne l'alimentazione nei bambini. 

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