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«Questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno». Giacomo Leopardi così fotografava il sabato, giorno del weekend quando ancora non si chiamava weekend, ma semplice fine settimana: una giornata piena di gioia e speranza, opposta alla domenica, quando al contrario il ritorno per ciascuno ai propri doveri diventa il pensiero principale. Si sa come il grande poeta di Recanati non venga ricordato come l'artista più allegro dei suoi tempi: tuttavia, il fine settimana continua ad essere più o meno vissuto come veniva descritto nello splendido componimento «Il sabato del villaggio».
Purtroppo, o per fortuna a seconda dei punti di vista, il weekend diventa spesso anche il periodo di riposo per chi, come lavoro, ha scelto di salvare vite umane: per questo è molto meglio evitare di ammalarsi di sabato o domenica, secondo uno studio dei ricercatori dell'Imperial College di Londra. E non è solo per un discorso di rovinarsi le uniche giornate in cui si può riposare o indugiare in qualche svago: può essere proprio un'autentica questione di vita o di morte. Gli esperti britannici hanno infatti analizzato i registri di undici ospedali inglesi tra il 2009 e il 2012, per un totale di 1.3 milioni di pazienti: l'esito dello studio ha fatto emergere un fenomeno descritto come «effetto weekend», per cui chi viene ricoverato in una struttura a causa di una malattia o di un incidente durante il fine settimana ha l'8% di probabilità in meno di sopravvivere.
Il motivo risiederebbe appunto, sempre secondo i ricercatori in questione, nella minore presenza di personale negli ospedali. Non solo: è più probabile che i dottori con una certa esperienza si prendano dei fine settimana di vacanza, lasciando nei policlinici medici con competenze non ancora completamente acquisite. Nell'analisi, pubblicata dalla rivista BMJ Quality & Safety, si legge appunto che la presenza concomitante di questi due fattori, unita magari alla minor disponibilità di strumenti diagnostici, si ripercuote sulla qualità dei servizi offerti e può comportare tempi d'attesa più lunghi anche per casi da trattare con una certa urgenza: tutti aspetti che finiscono per riflettersi in maniera negativa sul paziente che viene ammesso durante i fine settimana.
Ma l'analisi non si è fermata qui: i ricercatori britannici hanno anche studiato i registri degli ospedali di altre nazioni, per vedere quali sono i paesi che producono le migliori e le peggiori performance del mondo nei weekend. Il risultato è stato piuttosto lusinghiero per le strutture britanniche, che si sono rivelate più preparate di quelle americane e di quelle olandesi: le prime presentano un tasso di mortalità del 13% superiore durante il fine settimana, mentre per quel che concerne le seconde le probabilità aumentano fino addirittura a toccare il 20%. La nazione che al contrario si è rivelata maggiormente preparata alle emergenze del sabato e la domenica si è rivelata l'Australia, in cui non è stato registrato alcun aumento significativo della mortalità. Sfortunatamente lo studio non prendeva in considerazione gli ospedali italiani: sarebbe stato curioso capire in che posizione ci saremmo classificati. Lo studio necessiterà di ulteriori approfondimenti, poiché prende in considerazione poche strutture: tuttavia risulta piuttosto coerente coi risultati di un'analoga ricerca, condotta anni fa dall'Università di Birmingham, secondo la quale i pazienti ricoverati la domenica avrebbero il 16% in meno di probabilità di sopravvivere.



