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È risaputo come il virus dell'HIV si possa trasferire da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o l'allattamento al seno: esistono sistemi di prevenzione che possono ridurre al minimo questo rischio, come il taglio cesareo, il trattamento anti-HIV o l'utilizzo di un'alimentazione artificiale per i neonati, tuttavia si tratta di accortezze che non azzerano le probabilità di trasmissione, tanto che spesso una donna sieropositiva deve rinunciare al sogno di diventare madre per evitare al neonato una esistenza con aspettativa e qualità di vita limitata.
Ciò nonostante, una scoperta scientifica compiuta a Cuba ha donato nuove speranze a riguardo, speranze certificate dalla conferma più che autorevole dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La nazione caraibica è infatti la prima al mondo a ricevere la validazione dell'agenzia specializzata dell'ONU per la salute riguardo l'eliminazione della trasmissione del virus dell'HIV e della sifilide di madre in figlio: un passo avanti notevole verso l'obiettivo di una nuova generazione libera dal flagello dell'AIDS, come affermato dai portavoce della OMS. Grazie alla scoperta degli esperti cubani, in tutto il 2013 solamente due bambini sono nati con il virus dell'HIV e solo cinque con la sifilide: un risultato assolutamente ragguardevole, salutato dall'associazione UNAids come qualcosa da celebrare per tutte le famiglie e i bambini del mondo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha definita come una delle più grandi conquiste possibili per quel che concerne la salute pubblica: una dichiarazione avvalorata dai dati riguardanti questo problema. Si stima infatti che circa 1.4 milioni di donne sieropositive rimangano incinta ogni anno: senza trattamento, la probabilità di trasmissione del virus al neonato può raggiungere anche il 45%. Tuttavia, grazie al trattamento antiretrovirale da somministrare sia alla madre sia al bambino durante i momenti di maggiore rischio di contagio il numero di bambini nati con l'HIV è diminuita da un totale di 400 mila nel 2009 a 240 mila nel 2013: l'obiettivo è quello di abbassare ulteriormente questo dato a meno di 40 mila infanti sieropositivi entro il 2015, e la scoperta di Cuba può essere determinante per il raggiungimento di questo scopo. Si spera che presto anche altri paesi ne seguiranno le orme.



