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Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha rivelato che ottenere bassi punteggi nei test di memoria e cognizione può aiutare a scoprire la predisposizione verso lo sviluppo di Alzheimer con quasi due decenni di anticipo.
Gli autori dello studio hanno analizzato i dati relativi a circa 2000 persone, età media 73 anni sia di razza nera che bianca.
All’inizio dello studio per nessuno dei partecipanti era stata fatta diagnosi di Alzheimer: tutti si sono impegnati a compilare, con cadenza triennale, test di memoria e pensiero per vent’anni.
Durante il periodo di studio il 23% delle persone di colore e il 17% dei bianchi hanno sviluppato Alzheimer e quelli che hanno sviluppato la malattia si sono rivelati proprio quelli con i più bassi punteggi nei test svolti.
Già dopo il primo anno le persone con i punteggi più bassi si sono rivelate 10 volte più a rischio di quelli con i punteggi alti di sviluppare Alzheimer.
Molto probabilmente i processi sottostanti agli sconvolgimenti dell’Alzheimer sono lunghissimi, comprenderli potrebbe aiutare a meglio prevenire la patologia



