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Si sa che l'obesità è uno dei problemi di salute principali del mondo occidentale: una ricerca dell'Organizzazione Mondiale della Sanità datata 2005 stimava che l'accumulo eccessivo di grasso corporeo interessasse circa 400 milioni di persone adulte, di età superiore ai 15 anni, in tutto il mondo, sebbene le proiezioni della stessa analisi prevedessero che la cifra sarebbe giunta verso i 700 milioni proprio entro il 2015. Si ritiene che circa il 44% dei casi di diabete di tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia e addirittura il 41% dei casi di tumori siano da attribuire a questa condizione, dato che renderebbe il sovrappeso e l'obesità la quinta causa di rischio di mortalità globale, con 2.8 milioni di decessi ad essi attribuibili ogni anno.
Dunque qualsiasi strategia, dalla politica di maggior consapevolezza verso un'alimentazione corretta promossa dalla First Lady Michelle Obama e dal suo rap della rapa, ai rimedi fitoterapici ed omeopatici, sono ben accetti: tutto, tranne le pillole di provenienza non meglio precisata accumulabili online, che promettono spesso risultati clamorosi ma in verità mettono solo in pericolo di vita coloro i quali decidono di assumerle. Sarebbe stata individuata una nuova sostanza naturale in grado di promuovere il controllo dell'indice del grasso corporeo: si tratta del Ganoderma lucidum, meglio conosciuto come Reishi, specie di funghi provenienti da Cina e Giappone da tempo sotto i riflettori per le presunte, incredibili proprietà.
Le sue virtù officinali sarebbero da attribuire alla ricchezza principi attivi, che comprendono tra gli altri i polisaccaridi betaglucani, molecole antitumorali ed immunostimolanti; alcune proteine utili a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo; ed i triterpeni, che ottimizzano la respirazione cellulare e stimolano la funzionalità epatica. Tale profilo rende il Reishi teoricamente maggiormente efficace di altri funghi utilizzati sempre in medicina naturale, quali lo Shiitake ed il Cordyceps. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Nature Communications, e condotto dai ricercatori della Chang Gung University di Taoyuan in Taiwan, oltre a possedere proprietà antiallergiche, analgesiche, antinfiammatorie, immunostimolanti, antiossidanti e antitumorali, tra le altre, questo fungo presenterebbe anche la capacità di contrastare l'accumulo di grasso corporeo.
Per giungere a questa conclusione, gli scienziati asiatici hanno condotto una sperimentazione su cavie da laboratorio divise in due gruppi: entrambi venivano sottoposti ad una dieta ricca di grassi saturi, ma ai topi appartenenti al primo gruppo veniva somministrato anche un estratto ricavato dal Reishi. Al termine dell'esperimento, durato in totale otto settimane, i ricercatori hanno visto come la sostanza ricavata dal fungo avesse contrastato l'accumulo di grasso nelle cavie che l'assumevano, che pesavano in media 7 grammi in meno rispetto ai membri del gruppo di controllo. Non solo: il Reishi ha anche contribuito a mantenere bassi i livelli di infiammazione l'insulino-resistenza. Un risultato invero prodigioso, confermato nella seconda fase dell'esperimento, quando le cavie venivano nutrite con una dieta equilibrata anziché ricca di grassi. Secondo gli esperti asiatici, tale esito sarebbe da attribuire alla capacità prebiotiche del fungo, in grado di alterare la flora batterica intestinale: ora si attende l'ok dalle istituzioni per avviare la stessa sperimentazione sull'uomo, e vedere se gli effetti risulteranno similari.



