Todaysalute.it –
«Forti i gatti: loro stanno un po' di qua e un po' di là», dice John Constantine nella persona di Keanu Reeves nella trasposizione cinematografica di un famosissimo fumetto. In quella occasione, il protagonista riesce semplicemente a giungere nell'aldilà guardando un micio nero negli occhi. Si sa che i felini sono sempre stati connessi al soprannaturale, al mondo dietro al mondo: adorati come dei nell'antico Egitto, osservare un gatto incantarsi ad osservare qualcosa che noi non riusciamo a vedere nemmeno lontanamente provoca sempre un brivido lungo la schiena. Anche per questo, per la loro indipendenza, per il loro essere un perfetto equilibrio tra dolcezza e spirito selvaggio, assieme ai loro migliori nemici cagnolini sono i più apprezzati animali domestici, e non è infrequente che i migliori video virali li vedano come protagonisti.
Forse esiste un altro motivo per cui i felini risultano così connessi al soprannaturale, a ciò che non si vede: ed è il fatto che sovente sono portatori di un parassita che, se trasmesso all'uomo, è associato alla comparsa di malattie mentali anche gravi, quali la schizofrenia. Questo è il risultato di uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Schizophrenia Research, condotto dai ricercatori americani dello Stanley Medical Research Institute del Maryland. Il batterio in questione è il Toxoplasma gondii, protozoo presente appunto nell'intestino dei mici che si cibano di carne dei roditori e causa della toxoplasmosi, infezione che nelle forme meno gravi interessa il sistema linfatico ma, specie in soggetti immunodepressi, può portare a meningoencefalite, polmoniti atipiche, miocardite, epatite.
Spesso la toxoplasmosi, tuttavia, si manifesta in maniera asintomatica: cosa comunque piuttosto pericolosa, poiché tale patologia è connessa appunto ad un aumento delle probabilità di sviluppare schizofrenia. Ed è probabilmente per questo che i ricercatori americani hanno trovato, nella loro analisi, una curiosa, preoccupante incidenza di diagnosi di forme anche gravi di malattia mentale nei bambini di quelle famiglie che possedevano, come animale domestico, un felino. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno analizzato un questionario stilato nel 1982 dal National Institute of Mental Illness e sottoposto a 2,125 famiglie. Gli scienziati hanno così potuto verificare che il 50.6% delle persone a cui era stata diagnosticata la schizofrenia avevano in casa un gatto durante la loro infanzia o adolescenza.
Non è la prima analisi che evidenzia questo legame: altri due studi, condotti durante gli anni '90, erano giunti alle stesse conclusioni. La schizofrenia è una malattia mentale caratterizzata da comportamenti psicotici, allucinazioni uditive, deliri paranoidi e pensieri e discorsi sconnessi: solitamente viene diagnosticata tra i 15 e i 35 anni, e colpisce circa una persona su cento. Sebbene si ritenga generalmente causata da una combinazione di fattori genetici e ambientali, quali appartenenza ad un gruppo etnico piuttosto che un altro, abuso di sostanze stupefacenti, esperienza di discriminazione, di isolamento sociale, di problemi famigliari, ora si aggiunge l'infezione da Toxoplasma gondii. Il prossimo step sarà quello di indagarne le ragioni: si ritiene che il parassita riesca a penetrare nel cervello e formare microcisti al suo interno, attivandosi poi durante l'adolescenza e scatenando la patologia, probabilmente agendo sui neurotrasmettitori.



