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Ho sempre avuto del professor O.C. (maschio, caucasico, longilineo, cinquant’anni portati magnificamente) l’idea di una brava persona, magari un po’ altera e narcisista, per via dell’abbigliamento sempre impeccabile e un portamento, nell’insieme, neppure tanto lontano da quello di quel gran fustacchione di Ruper Everett. Bene, devo ammettere, dopo averlo conosciuto meglio, di avere toppato in pieno, perché il professor O.C. non solo si è dimostrato molto affabile, estremamente spigliato e tutt’altro che ingessato, ha manifestato anche doti sportive amatoriali di assoluto rilievo, con percorrenze cicloturistiche di tutto rispetto.
Proprio in riferimento alle sue performance e ai ricorrenti fastidi muscolari ad esse correlate, ci siamo trovati per vedere di trovare una soluzione. Che non ha richiesto grandi sforzi indagativi, visto il tipo di alimentazione seguito dall’esimio docente prima di affrontare le sue attività:
thè verde, quanto basta;
yogurt, un vasetto;
muesli, qualche cucchiaiata;
fette biscottate, tre;
marmellata, tanta;
frollini, otto;
uscendo in bici, sedici.
»Alle dieci… ho fame.»
Bene, mi pare evidente che, così come io abbia sbagliato valutazione, lui stia sbagliando colazione: troppi, troppi carboidrati! Tutta quell’energia si consuma o si mette da parte nel giro di poche ore e poi per forza si resta a terra.
Adesso le cose sono cambiate, abbiamo deciso che muesli, fette biscottate e tutti quei frollini insieme non vadano bene. Abbiamo convenuto di ridurli e compensare con qualcosa che dia energia anche a maggior distanza dal pasto, tipo un po’ di formaggio magro, affettato magro, uova, frutta secca… come previsto le cose vanno molto meglio, avendo allungato non poco il senso di sazietà e di energia sia nei cimenti scolastici che in quelli ciclistici.
Morale della storia? Beh, direi che la morale sia che valutazioni e colazioni rischino spesso di venire toppate per cui si debba sempre essere pronti a rivederle alla luce di una maggiore conoscenza piuttosto che delle più recenti acquisizioni scientifiche. Alla fine tra noi è finita pari e patta: tutti e due abbiamo dovuto cambiare qualcosa. Tuttavia l’impressione è che in tutta questa vicenda io ci abbia guadagnato di meno, visto che le mie prestazioni sportive non hanno tratto alcun vantaggio ma soprattutto non mi sono avvicinato neppure di un soffio allo standard hollywoodiano del fascinoso e sportivo docente.
Ahimè.
Un saluto e alla prossima
Dr Lice
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