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Alcuni studi precedenti avevano evidenziato come una certa predisposizione a vedere tutto negativo dipendesse anche dalla genetica, ora uno studio pubblicato sulla rivista Emotion e condotto presso la Northwestern University, ha rivelato che anche la propensione a sorridere dipende dall’assetto genetico.
Nello studio in questione sono stati arruolati 336 adulti volontari e si è visto che in quelli nei quali era presente l’espressione breve del gene 5-HTTLPR vi era una maggiore propensione a sorridere dopo la visione di fumetti o filmati divertenti, rispetto alle persone con una diversa variante dello stesso gene.
Il gene 5-HTTLPRV è coinvolto nella regolazione della serotonina, dalle cui fluttuazioni possono dipendere stati emotivi negativi.
La variante genetica breve predispone chi la possiede ad essere più sensibile alle condizioni ambientali ovvero tendono a risentire in positivo di un ambiente favorevole e in negativo, di un ambiente ostile.
Le persone che possiedono la variante lunga del gene, invece, sono più insensibili ai fattori ambientali, che ne influenzano in maniera minore lo stato d'animo.



