Un test online predice se moriremo entro 5 anni

Chi vuol conoscere il proprio destino?

Todaysalute.it –

Nel film «Big Fish – Le storie di una vita incredibile», il protagonista decide di vedere nell'occhio di una strega come e quando avverrà la sua morte, poiché nonostante la paura che può fare il pensiero di avere ancora poco da vivere il fatto di conoscere le circostanze del proprio trapasso significa essere consapevoli che, per quanto le altre peripezie dell'esistenza sembrino insormontabili, in qualche modo riuscirà a superarle. Probabilmente non tutti sarebbero stati tanto temerari da guardare la pupilla della fattucchiera: tuttavia, per i curiosi che non temono di conoscere il proprio destino, presto internet potrebbe mettere a disposizione un servizio molto simile a quello della maga della pellicola di Tim Burton.

I ricercatori svedesi del Karolinska Institutet hanno infatti ideato un nuovo test online, denominato Ubble, che sembrerebbe predire con esattezza se si morirà o meno nel giro di 5 anni. Secondo la rivista specializzata Lancet, prima a riprendere la notizia, basterà collegarsi al sito www.ubble.co.uk, rispondere ad alcune semplici domande e, in una manciata di minuti, si ottiene il verdetto. I quesiti, che spaziano dallo stile di vita alla presenza di malattie croniche, saranno in totale 11 per le donne e 13 per gli uomini, e contribuiranno a stabilire con una certa approssimazione le probabilità che le persone tra i 40 e i 70 anni d'età hanno di spirare entro il giro di un lustro.

Gli esperti svedesi hanno concepito il test avvalendosi delle informazioni sulla salute raccolti da circa 500 mila volontari presenti nella banca dati britannica UK Biobank: tramite alcuni algoritmi matematici sono riusciti ad estrarre i fattori principali, circa una decina, in base ai quali si può predire con una discreta esattezza le probabilità di morire entro cinque anni. Ovviamente, il questionario non dev'essere semplicemente appannaggio di curiosi e morbosi, ma nelle intenzioni dei ricercatori dovrebbe trasformarsi in uno strumento utile per i medici, che potranno identificare velocemente i pericoli principali per i pazienti e, magari, porre rimedio. Poiché, teoricamente, conoscere il proprio destino è il primo passo per poterlo cambiare.  

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