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Psichiatra richiede di poter ricominciare gli studi sull’LSD

Una proposta destinata a far discutere

«Lucy in the Sky with Diamonds» rappresenta una delle hit maggiormente famose dei Beatles. Tale canzone risulta talmente celebre che addirittura ad essa si deve il nome dell'esemplare di Australopithecus Afarensis rinvenuto in Etiopia nel 1974 e risalente a circa 3.2 milioni di anni fa. Tuttavia, sebbene l'autore della canzone John Lennon affermasse che l'ispirazione per il testo gli fosse venuto da un disegno della figlia, per anni il brano è stato oggetto di controversie per la presunta allusione al consumo di LSD, dall'acronimo delle lettere del titolo.

Questo derivato dell'acido lisergico rappresenta una delle sostanze maggiormente allucinogene, tanto che piccole quantità sarebbero sufficienti a determinare distorsioni della percezione e dell'umore. Scoperta a Basilea a partire dall'ergot, fungo della segale, nel 1938 e inizialmente utilizzato come coadiuvante della terapia psichiatrica nella cura di depressione, alcolismo e autismo, fu ben presto resa illegale in seguito alla sua rapida diffusione anche al di fuori dell'ambito clinico, specialmente durante gli anni '60.

Ciò nonostante l'LSD, pur essendo considerato pericoloso a causa delle alterazioni della percezione che possono portare a sottostimare i pericoli, e per effetti collaterali quali aumento del battito cardiaco, è generalmente ritenuto scarsamente tossico e non causa dipendenza fisica. Per questo la sostanza, assieme alla psilocibina, principio attivo dei funghi allucinogeni, è tornata ultimamente al centro del dibattito medico: in particolare il dottor James Rucker, psichiatra del King's College di Londra, chiede di poter tornare a sperimentare su questa sostanza, che prima di essere messa al bando come droga di classe A veniva appunto utilizzata per il trattamento di dipendenze e ansia. L'esperto si lamenta riguardo le restrizioni legali intorno all'allucinogeno, che rendono la sperimentazione sui suoi possibili benefici virtualmente impossibile.

Dunque, nell'articolo pubblicato sul British Medical Journal, il dottor Rucker chiede al governo britannico di togliere la sostanza dalla categoria delle droghe di classe A, a suo dire una classificazione non necessaria che rende le restrizioni sull'LSD finanche più limitative rispetto ad eroina e cocaina: ciò nonostante, come ribadisce lo psichiatra, non esistono studi che dimostrino come le sostanze allucinogene creino dipendenza in chi le utilizza, mentre le ricerche che ne confermano i benefici nei disturbi di tipo mentale, tra cui ansia associata a stadi avanzati di tumore, disordine ossessivo-compulsivo, alcolismo, tabagismo ed emicrania a grappolo sono ben documentate.

La ricerca intorno a queste sostanze è resa proibitiva anche dai costi che comporta: attualmente solo un'azienda manifatturiera produce la psilocibina per trial clinici, ad un prezzo di 100 mila sterline al grammo. Inoltre, le istituzioni che vogliano studiarne i benefici necessitano di una licenza dal governo britannico, che costa 5 mila sterline: solo 4 ospedali detengono questo permesso speciale in tutto il Regno Unito, cosa che comporta spese anche a causa dei regolamenti speciali riguardo mantenimento e trasporto di queste sostanze. Per questo, le ricerche riguardante l'LSD costano in media dalle 5 alle 10 volte in più rispetto a quelle condotte su droghe più pericolose, ma con meno restrizioni, quali l'eroina. Quindi, secondo il dottor Rucker, tali proibizioni da parte dell'Unione Europea hanno causato più danni di quelli che prevengono. 

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