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Sarit Fishbane: «Grey’s Anatomy mi ha salvato la vita»

«Chi ha detto che l' importante è partecipare, non ha mai tenuto in mano un bisturi». Si tratta di una delle citazioni più famose di «Grey's Anatomy», serie televisiva statunitense di ambito ospedaliero che ha ottenuto, nel corso delle sue undici stagioni, un ottimo riscontro di critica e pubblico. Si può tranquillamente affermare che le avventure della dottoressa Meredith Grey abbiano contribuito fortemente al successo sempre crescente delle serie televisive, un tempo considerate una specie di appendice povera del cinema dove iniziavano le carriere di giovani attori rampanti e dove finivano a svernare interpreti oramai in declino, oggigiorno considerate mondo a parte in cui investire risorse e talenti.

Tuttavia le serie televisive, in special modo i cosiddetti medical drama, se ben fatti possono rappresentare non solo un'occasione di svago, ma anche un autentico momento di divulgazione scientifica: e può addirittura capitare che sensibilizzino gli spettatori riguardo possibili problemi di salute. È il caso di Sarit Fishbane, donna israeliana che ha capito di soffrire di tumore al seno proprio guardando una puntata di «Grey's Anatomy». La ragazza, eseguendo i classici esercizi di auto-diagnosi, tramite palpazione aveva riscontrato la presenza di un nodulo: ma il medico durante la visita generica l'aveva rassicurata, spiegandole che la forma bitorzoluta dell'anomalia era probabilmente dovuta ad un accumulo di latte in quell'area del seno, e che sarebbe scomparsa una volta finito di allattare il terzo figlio.

Ciò nonostante Sarit, guardando una puntata della celebre serie televisiva, ha trovato un caso analogo al suo: una giovane madre arrivava al Seattle Grace Hospital per una mastectomia dopo che un tumore del seno era stato erroneamente scambiato proprio per un accumulo di latte. La donna, allarmata dall'episodio e dalla estrema verosimiglianza che caratterizza «Grey's Anatomy», interpretando la cosa come un segnale d'allarme, ha deciso di andare da un altro medico per un secondo parere, scoprendo che soffriva di un carcinoma al terzo stadio, che si era già diffuso anche ai linfonodi. Una forma grave dunque, ma diagnosticata sufficientemente in tempo da essere trattata e curata. Chi l'ha detto che troppa televisione fa male?

Raccontando la sua storia a Yahoo! News e alla NBC News la Fishbaine, che vive in un kibbutz israeliano, spiega ogni passaggio del suo calvario, dai sei mesi di chemioterapia all'intervento chirurgico per la rimozione del tumore, dalla mastectomia alla successiva radioterapia. Ma oggi può dirsi libera dal cancro e contenta di essere viva, grazie alla sua serie televisiva preferita. La sua storia non è certo passata inosservata: Shonda Rhimes, regista, produttrice e sceneggiatrice del medical drama, ha deciso di condividere l'intervista di Sarit su Facebook. L'invito, come sempre, è quello di procedere a tecniche di auto-diagnosi a intervalli regolari, sottoporsi a visite periodiche e non sottovalutare nessun segnale, anche se esso arriva dalla più improbabile delle fonti. 

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