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Una pianta del Molise nuova speranza contro i tumori

Integratori sul mercato da giugno: prezzo intorno ai 20 euro

L'uomo, da tempi antichissimi, ha sempre attinto dalle piante per curare i suoi disturbi, tramandando di generazione in generazione le sue conoscenze a riguardo, approfondendole mano a mano che la ricerca scientifica ha fatto passi avanti. Dalla fitoterapia all'erboristeria, passando per la medicina ayurvedica e per le cinquanta erbe fondamentali della tradizione cinese, sono sempre più le persone che si affidano ai rimedi naturali, sotto forma di veri e propri farmaci o di integratori, per cercare una soluzione ai propri malanni fisici. Il motivo di questa predilezione è piuttosto intuitivo: i medicinali a base di sostanze biologiche, sebbene ovviamente meno efficaci dei veri e propri farmaci industriali, sono ritenuti a buona ragione meno pericolosi per quel che concerne gli effetti collaterali. 

Da tempo la ricerca nella lotta contro i tumori prevede anche l'analisi dei composti chimici interni a piante, erbe e frutti: è così che si è scoperto come broccoli, mirtilli, e in genere alimenti maggiormente antiossidanti risultano utili nella prevenzione della malattia. Una nuova sperimentazione condotta dall'Istituto Superiore di Sanità ha indicato nell'estratto Prunus Spinosa Trigno, pianta tipica delle zone maggiormente incontaminate della regione Molise, un ulteriore aiuto contro il cancro: sembra infatti che, in vitro, la soluzione prodotta da questo arbusto sia stato in grado di uccidere addirittura tra il 70% e il 78% delle cellule tumorali. Non solo: la stessa sostanza ricavata dall'albero sembra in grado di inibire la proliferazione e la diffusione della malattia.

Il risultato di questa ricerca verrà presentato nel corso del IV° Congresso Internazionale di Medicina Biointegrata. Non stupisce che il Prunus possieda queste caratteristiche: i suoi frutti sono di un tipico colore blu, simile a quelli dei mirtilli e dei frutti di bosco in genere, oramai rinomati alimenti anti-tumorali per l'elevatissima concentrazione di composti antiossidanti al loro interno che combattono l'effetto deleterio dei radicali liberi, ritenuti tra i principali responsabili dello sviluppo di neoplasie e malattie degenerative in genere. Tuttavia, per funzionare, all'estratto della pianta dev'essere addizionato un complesso a base di amminoacidi e vitamine, denominato Can: da solo, infatti, il composto naturale non mostrava grandi benefici nel trattamento di cellule cancerose prelevate da pazienti affetti da tumore al colon, al polmone e alla cervice uterina. Ciò nonostante, una volta aggiunte vitamine e amminoacidi, il composto ha dimostrato di avere la capacità di distruggere dal 70% al 78% delle cellule neoplastiche nell'arco di sole 24 ore.

L'Istituto Superiore della Sanità, assieme all'azienda produttrice del Can, ha già provveduto a depositare il brevetto della portentosa ricetta: presto potrebbe partire la sperimentazione su animali, per poter mettere in commercio gli integratori a base di Prunus-Can, che forse in un immediato futuro potranno coadiuvare la terapia chemioterapica e radiologica. La speranza è quella, vista la sua non tossicità, di immettere il prodotto sul mercato entro giugno, ad un prezzo assolutamente accessibile che si aggirerà attorno ai 20 euro. Inoltre, i risultati della ricerca verranno anche presentati alla comunità scientifica internazionale durante l'Expo di Milano, in particolare il 25 giugno, nell'ambito di un convegno sulle terapie oncologiche integrate.

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