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Tumori in aumento, ma uno su quattro guarisce

Incidenza in forte incremento: +20% dei casi dal 2010

Se negli anni '90 il timore principale delle persone relativo alla salute fosse quello di evitare il contagio da HIV, negli ultimi decenni si è imposto in maniera molto più diffusa il terrore nei confronti dei tumori, forse anche grazie alla campagna di sensibilizzazione e prevenzione dell'AIDS e al contemporaneo aumento dei casi di neoplasie. Stime fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano come un individuo su tre, nel mondo, avrà a che fare almeno una volta nella vita con il cancro: statistica destinata ad aumentare sino ad arrivare ad uno su due entro il 2050. La ricerca, dal canto suo, sta facendo passi da gigante: oramai una diagnosi di tumore non corrisponde più ad una sentenza di morte. Tuttavia, la strada che porta alla vittoria nei confronti della malattia rimane ardua e tortuosa.

Secondo un'indagine condotta dall'Associazione Italiana Registro Tumori, o AIRTUM, oggigiorno sono tre milioni gli italiani a cui è stato diagnosticato un cancro ancora in vita: ma di questi, uno su quattro può considerarsi già completamente guarito, presentando un'aspettativa di vita del tutto simile a quella della popolazione generale. Per giungere a questa conclusione, l'organizzazione ha preso in considerazione 45 registri di tumori italiani, che coprono circa il 53% della popolazione. Sfortunatamente, lo studio ha evidenziato anche un incremento di casi di neoplasie di circa il 20% rispetto al 2010, confermando un'incidenza in forte aumento.

Per quel che concerne le donne, la tipologia di cancro più diffusa risulta essere quella alla mammella, che colpisce circa 600 mila italiane; mentre per i maschi la diagnosi maggiormente frequente è rappresentata dalla neoplasia alla prostata, che affligge 300 mila uomini nel nostro paese. Come detto in precedenza, la strada verso la guarigione si presenta solitamente ostica e, soprattutto, molto lunga: secondo l'AIRTUM, infatti, nonostante più del 50% delle donne con tumore alla mammella sopravviva, occorrono circa vent'anni dopo la diagnosi per potersi considerare finalmente fuori dal tunnel. Dati sostanzialmente simili a quelli del tumore alla prostata: mentre, per quel che concerne quello del colon, basta meno della metà.

A tale riguardo è intervenuto anche il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, che ha evidenziato come il messaggio principale dello studio debba essere quello della speranza e della concretezza: una persona su quattro guarisce, e a livello scientifico i passi avanti verso nuove soluzioni della malattia sono quotidiani. Tuttavia, è anche vero che sfortunatamente l'incidenza dei tumori è data in forte aumento, ed è questa la principale sfida che ricercatori e semplici esseri umani sono chiamati a fronteggiare ogni giorno. 

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