spot_imgspot_img

Più longeve o più feconde a seconda della dieta

Fra le varie teorie sulle diete c'è chi sostiene che una corretta alimentazione, fattore chiave del benessere del nostro organismo, comprenda almeno il 50% di carboidrati, il 15% di proteine, e almeno il 20% di lipidi: il restante 15% andrà ripartito tra questi tre macronutrienti, le cui proporzioni ideali variano a seconda della persona e del suo stile di vita.

Fermo restando che molti esperti sostengono che non esista un'univoca ripartizione ottimale ma che essa vari appunto da soggetto a soggetto, un'altra discriminante da prendere in considerazione può essere lo scopo che ci prefiggiamo nella vita, ad un determinato punto della nostra esistenza. Detta così, può sembrare che mangiamo non già per nutrirci o per la gola ma come mezzo per raggiungere un fine ultimo: ovviamente non è così. L'alimentazione può tuttavia davvero diventare qualcosa di propedeutico ad un obiettivo: chiedere a chi vuol perdere peso, o ai body builders, per citare due esempi.

Si potrebbe obiettare: ovvio che si parli di dieta, sono entrambi modelli che implicano il raggiungimento della forma fisica. Nel primo caso, l'obiettivo è quello di perdere massa grassa; nel secondo, di acquistare massa magra. Per raggiungere entrambi gli scopi, il controllo dell'alimentazione rappresenta ovviamente il mezzo principale. Ma c'è dell'altro. Secondo i ricercatori dell'Università di Sidney, diverse ripartizioni di macronutrienti nella propria dieta possono coadiuvare la fecondità, se il fine è quello di voler avere un figlio, o incrementare l'aspettativa di vita, se al contrario non ci interessa tanto la prosecuzione della specie, quanto la prosecuzione della nostra esistenza. Nel primo caso, è consigliabile un'alimentazione più ricca di proteine; nel secondo, occorre assumere più carboidrati: ma qui bisogna capire di quale genere di carboidrati si tratta: quelli complessi, è ormai assodato, generano infiammazione e fanno ingrassare. La frutta e la verdura, ugualamente della stessa categoria, sono sicuri alleati per la longevità (e  tipici di una dieta anti infiammatoria).

I risultati dello studio australiano sono stati pubblicati in questi giorni sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences. Per ottenerli, i ricercatori di Sidney hanno compiuto quella che è considerata ad oggi la sperimentazione più approfondita su macronutrienti, riproduzione e longevità mai condotta sui mammiferi. Gli scienziati hanno fatto seguire a 858 cavie da laboratorio 25 tipologie di diete diverse, con differenti livelli di carboidrati, proteine e lipidi. Dopo 15 mesi, sono state misurate le funzioni riproduttive di topi maschi e topi femmine, oltre alla loro aspettativa di vita: i ricercatori hanno notato come le prime siano migliorate attraverso un'alimentazione ricca di proteine, mentre hanno riscontrato un aumento della seconda nelle cavie che assumevano più carboidrati.

Questo risultato risulta importante sotto un duplice punto di vista. In primo luogo, evidenzia come le donne che vogliono avere figli, prima di sottoporsi ad interventi invasivi di fecondazione assistita, possono tentare la via di un'alimentazione più proteica se non riescono a rimanere incinta e, solo in un momento successivo e per i casi più gravi, qualora anche questo sforzo fallisse, sottoporsi all'operazione. In seconda battuta, sebbene superficialmente tenda a confermare l'assioma che vede fecondità e longevità in contrapposizione, in realtà afferma come si possano avere entrambe le cose, gestendo e modificando la propria dieta lungo il corso del ciclo vitale, a seconda delle esigenze della propria età.  

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli