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Primo trapianto di bacino, l’ortopedia italiana è al top

Dopo il successo dell'intervento di Torino

L'ortopedia italiana è di altissimo livello e di altissima specializzazione. È una conclusione “obbligatoria”, dopo l'intervento di sostituzione dell'emibacino, il primo in tutto il mondo, avvenuto qualche giorno fa all’ospedale Cto di Torino. In quasi 12 ore di sala operatoria, a un giovane paziente è stata asportata la metà di bacino colpita da un aggressivo tumore delle ossa, un osteosarcoma.

Al suo posto è stata impiantata una protesi realizzata in America sulla base delle misurazioni ricavate da Tac e risonanza magnetica. La protesi è in titanio e tantalio, quest'ultimo un metallo simile a una spugna e pertanto ideale  per essere  “colonizzata” dalle cellule ossee. In un intervento così pioneristico è impossible, a distanza di pochi giorni, sbilanciarsi sui tempi di recupero e sull'effettiva ripresa funzionale. Ma, dopo 16 cicli di chemioterapia, non c'erano alternative se non imboccare questa strada.  E l'intervento, che ovviamente ha anche previsto la necessità di isolare muscoli e nervi, per procedere all'espianto e all'impianto, è tecnicamente riuscito.

Un grande successo, una grande speranza.

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