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L’ultima frontiera della dieta: aggiungere burro al caffè

Nutrizionisti in rivolta: così aumenta il rischio di infarto

«You're the cream in my coffee», letteralmente «sei la crema nel mio caffè», è il titolo di una vecchia canzone portata alla ribalta dal grande Nat King Cole. Una ballata romantica, in cui chi canta racconta alla amata di quanto abbia bisogno di lei: come i lacci di una scarpa, come il sale sullo stufato. E poco importa se i puristi del caffè storceranno il naso, poiché ritengono che, per assaporarne ogni sfaccettatura, il modo migliore di bere la bevanda più amata dagli italiani sia senza zucchero né altra sostanza che possa dolcificarne il classico sapore amaro. Anche perché, dopo aver sentito la trovata dell'imprenditore Dave Asprey, probabilmente il disgusto risulterà ancora più marcato.

Sì, perché il businessman americano ha partorito un'idea che, a suo dire, sta trovando milioni di proseliti: quella di mettere il burro nel caffè. Secondo un'intervista rilasciata a Fox News, infatti, aggiungere questo latticino nella bevanda con cui si fa colazione aiuta a fornire energia lungo tutto l'arco della giornata, garantendo altresì sensazione di sazietà: dunque, per quanto paradossale possa sembrare, soprattutto agli occhi di chi non si concede più di un dolcificante per non ingrassare, questa pratica sarebbe perfetta per perdere peso. E non perché induca il vomito: almeno, non secondo il suo creatore.

L'idea per questa nuova bevanda è giunta a Dave Asprey addirittura durante una visita in Tibet, dove ci si aspetterebbe per la verità di raggiungere altri tipi di illuminazione, meno legati a marketing e business: l'imprenditore americano ha notato come, in quella regione, siano soliti assumere una bevanda a base di burro e tè. Il «bulletproof coffee», letteralmente «caffè a prova di proiettile», vanta al suo interno un tipo di burro non salato, privo di molti composti infiammatori tipici del burro tradizionale, ed un caffè prodotto da chicchi con bassa tossicità. Inoltre, contiene una miscela di olio di cocco e olio di palma, più digeribili rispetto ad altri tipi di olio, che fornirebbe all'organismo un corretto apporto di acidi grassi salutari. Al contrario del caffè tradizionale, sempre secondo il suo creatore, la durata dei classici effetti stimolanti e di soppressione dell'appetito del «bulletproof coffee» risulta notevolmente maggiore.

Prima di arrabbiarci perché il nostro bar di fiducia non fornisce zollette di burro, vale la pena ascoltare anche l'opinione dei nutrizionisti, che inutile a dirsi hanno recepito la novità con un certo scetticismo. Nonostante Dave Asprey ritenga che i seguaci del «bulletproof coffee» siano oramai circa tre milioni, stipati soprattutto tra America e Regno Unito, i dubbi riguardo la sua reale efficacia si sprecano. Infatti, sebbene non sia supportata da alcuna evidenza scientifica, teoricamente l'aggiunta di burro può causare un rallentamento della digestione e, di conseguenza, un assorbimento della caffeina all'interno del flusso sanguigno maggiormente graduale. Tuttavia, risulta quanto meno incredibile pensare di perdere peso aggiungendo alla propria bevanda 200 calorie, ovvero sia il corrispettivo in termini energetici dei due cucchiaini di burro consigliati: senza considerare l'incremento del rischio di malattie cardiovascolari, infarto del miocardio ed ictus che l'aggiunta di un alimento ad alto contenuto di grassi saturi alla propria alimentazione quotidiana provocherebbe. 

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