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Diventeremo i numeri uno, nostro malgrado.

Girano, su internet, diverse classifiche mondiali dedicate alle taglie oversize. In alcune viene preso come riferimento il numero di persone obese, in altre il BMI medio della popolazione. Quale che sia il sistema adottato per definire la classifica dei »cicciottelli», noi Italiani facciamo sempre la nostra bella figura, posizionandoci in modo molto onorevole nella fascia della graduatoria relativa al miglior peso. Per dirla tutta, in Europa, più in forma di noi ci sono solo romeni e svizzeri!

Purtroppo le buone notizie finiscono qui, perché a far da contraltare a questa (per la non ben precisata legge non scritta per la quale, ad ogni notizia buona, ne debba corrispondere una cattiva) c’è la pessima osservazione che, mentre noi grandi ci spariamo le pose per la nostra buona forma, i nostri bambini sono maglia nera in Europa, in quanto a buon peso, e penultimi al mondo dietro ai pargoli a stelle e strisce.

Tralasciando il motivo per cui questo sia potuto accadere, consentitemi, amici miei, di fare un po’ di sano terrorismo, mettendo in chiaro cosa stiamo facendo rischiare alle nostre creature, che potranno anche sembrar spizzare salute da tutti i pori, ma vi assicuro che questa è unicamente un’immagine assolutamente effimera.

In particolare, in queste condizioni, i nostri bambini rischiano un aumento delle possibilità di incorrere in:

ipertensione;

infarto;

ictus;

patologie della colecisti;

osteoartrosi;

apnea notturna;

problemi respiratori;

asma;

cancro dell’utero;

cancro del seno;

cancro della prostata;

candro del colon;

dislipidenia;

steatosi epatica;

resistenza all’insulina;

iperuricemia;

disturbi della riproduzione;

ovaio policistico;

diabete mellito.

In particolare, per quest’ultima patologia, se la tendenza non dovesse invertirsi, un bambino su tre, in età adulta, ne sarà affetto.

Che sia utile evitare un atteggiamento eccessivamente fatalista ed iniziare a correre ai ripari? Perché mai come in questo caso, prevenire è molto ma molto meglio che curare.

Un saluto e alla prossima

Dr Lice

www.antoniolice.it

Fonte-
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