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50 sfumature di dominazione-sottomissione

A che cosa è dovuto questo successo di pubblico?

È uscito due settimane fa nelle sale il film tratto dal libro della scrittrice inglese E. L. James, raggiungendo subito le vette delle classifiche cinematografiche, come nessuna pellicola vietata ai minori di 14 anni aveva fatto fino ad ora.

A che cosa è dovuto questo successo di pubblico?

Penso che l'interesse per le pratiche sessuali particolari ed estreme abbia attratto la curiosità del  pubblico: dall'adolescente curioso, alla signora di mezz'età un po' incredula, fino al manager che si è  identificato con il protagonista: uomo d'affari di successo, ricco e potente.

Il film descrive piuttosto bene il mondo del BDSM, un insieme di pratiche sessuali basate sul rapporto di dominazione-sottomissione. Le regole del BDSM sono riassumibili nella formula inglese SSC: safe, sane, consensual, ossia:  sicuro, sano, consensuale.

La caratteristica principale di queste attività  è la totale consensualità dei partners, in mancanza della quale sarebbero assimilabili alla violenza sessuale. Nei rapporti BDSM uno dei due amanti gioca il ruolo di dominatore (master) ed esercita il controllo, l'altro è il sottomesso (slave) e dovrà subire le volontà del dominatore. Il rapporto è definito da regole precise, condivise e accettate esplicitamente da entrambi; viene stabilito a priori cos'è lecito e cosa no, quali sono i limiti di tolleranza del sottomesso nei confronti di ciò che si può o non si può fare. Nel film Christian propone ad Anastasia un contratto scritto da valutare e firmare.

Il contratto è vincolante, ma il sottomesso potrà fermare il gioco in qualunque momento e generalmente sono previsti segnali di sicurezza (safe word) da usare per stoppare un gioco troppo hard: nel film i protagonisti usano il segnale giallo per indicare che il limite di sopportazione è vicino; il segnale rosso per fermare l'azione immediatamente. Il simbolo prestabilito è importantissimo perché altrimenti la pronuncia della semplice parola »No!», da parte del sottomesso, potrebbe essere interpretata dal dominatore come un'espressione del ruolo di slave.

Nel BDSM le parti possono essere fisse o flessibili, anche se generalmente esprimono particolari tratti di personalità che tendono ad essere costanti nel tempo, perciò ognuno dei due partner sarà più incline a voler esprimere il proprio potere o a voler subire l'autorità dell'altro. Master e slave possono essere uomini o donne, non c'è un legame con l'identità di genere.

Dal punto di vista psicologico, il piacere è lo scopo finale del gioco: per il dominatore è amplificato dall'esercizio del potere e dalla possibilità di umiliare l'altro, disponendo di lui in toto; per il sottomesso il piacere è veicolato dalla possibilità di sperimentare la totale assenza di responsabilità e la sensazione di impotenza nei confronti di un compagno più forte. I rapporti BDSM si concludono generalmente con l'aftercare, dove il dominatore ricompensa il sottomesso con un premio e si prende cura di lui con tenerezza e coccole; anche nel film il gioco finisce con effusioni, baci e regali, forse troppi.

E voi, siete andati a vederlo?

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