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Curarsi a tavola

World Cancer Day 2015

Dal World Cancer Day 2015 arriva sempre più chiara e forte la relazione fra alimentazione e tumori, al punto che la scelta di ciò che si porta a tavola riesce a incidere anche sul funzionamento delle cure come la chemioterapia che «senza un corretto stile di vita può perdere fino al 75% della propria efficacia».

«Oltre ad avvelenare il tumore con la chemioterapia – spiega Antonio Moschetta, docente associato di Medicina Interna e Nutrizione Clinica all'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e ricercatore AIRC – i medici dovrebbero consigliare ai propri pazienti cambiamenti nello stile di vita, come ad esempio una corretta alimentazione. Il sovrappeso e ancora peggio l'obesità sono forti fattori di rischio (con gli stati di infiammazione che si scatenano nell'organismo). Senza infatti uno stile di vita sano le cure come chemioterapia può perdere efficacia».

La relazione sembra ancora più stretta quando si parla in particolare di tre tipi di tumore: mammella, colon e prostata. Il contributo di Moschetta è stato recentemente riconosciuto dalla Società di endocrinologia americana che gli ha assegnato il prestigioso premio Richard E. Weitzman Award. In occasione del World Carcer Day 2015, l'Airc apre un nuovo spazio web dedicato alla prevenzione, un sito dove trovare le novità scientifiche ma anche la storia della lotta al tumore.

«Con la giusta alimentazione è possibile sconfiggere il cancro sul nascere – spiega ancora Moschetta – Cambiare le nostre abitudini alimentari, optando per diete più salutari può cambiare così il nostro destino. È infatti possibile tenere a bada la suscettibilità individuale all'insorgenza di alcuni tumori semplicemente selezionando meglio ciò che mettiamo a tavola», dice Moschetta, che con i suoi studi ha portato a importanti scoperte nell'ambito dell'entero-endocrinologia e dell'oncologia.

Fra questi quello della scoperta di un ormone che simula uno stile di vita sano e che potrebbe rappresentare una possibile terapia contro il cancro al fegato. E se la prevenzione parte dalla tavola l'Airc ricorda che nel pesce c'è uno speciale scudo anti-cancro, in particolare nel merluzzo, nelle sardine, nelle aringhe, nello sgombro: si tratta dell'Epa, acronimo che sta per acido eicosapentaenoico, un tipo di acido grasso omega-3 che può aiutare a prevenire il tumore al colon-retto, ha scoperto un gruppo di ricercatori guidati da Luigi Ricciardiello, dell'Unità operativa di Gastroenterologia del Sant'Orsola e del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Bologna.

L'Epa non viene però prodotto naturalmente dai pesci, ma viene assunto dalle alghe di cui si cibano. I vegetariani possono trovarlo in alcune fonti non-animali, come le microalghe. L'Epa si trova anche nel latte umano materno.

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