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Epatite B e C: ogni anno in Europa 90 mila morti

Allarme lanciato durante la Giornata Mondiale delle Epatiti

L'AIDS è stato l'incubo della generazione che ha vissuto la propria giovinezza tra gli anni '80 e gli anni '90, periodo in cui questa terribile malattia ha mietuto numerose migliaia di vittime. Ciò nonostante risulta errato pensare che oramai il virus dell'HIV appartenga al passato: secondo stime ufficiali datate 2009 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità esistevano ancora 33,4 milioni di persone affette da sieropositività o sindrome da immunodeficienza acquisita, con 2,7 milioni di nuovi contagi e 2 milioni di decessi l'anno. Per questo l'AIDS, pur essendo nel 2014, continua ad essere un vero e proprio incubo per l'essere umano.

Ciò nonostante, esistono malattie per così dire meno sponsorizzate ma persino più temibili. L'Alleanza contro l'Epatite, o ACE, ha recentemente pubblicato un dato secondo il quale il numero di decessi annuali per epatite B e C in Europa raggiungerebbe addirittura 90 mila, numero esorbitante, circa 10 volte più alto di quello dell'AIDS.

Vero è che non si tratta certo di una competizione, ma di due patologie estremamente pericolose per l'essere umano da debellare il prima possibile: ed è altrettanto vero che la sensibilizzazione riguardante la prevenzione, e l'avanzamento della ricerca per ciò che concerne la terapia farmacologica, hanno contribuito a diminuire sensibilmente, per lo meno nel mondo occidentale, la cifra di vittime per immunodeficienza acquisita. Ciò nonostante, il dato presentato dall'ACE durante la IV Giornata Mondiale delle Epatiti promossa dall'Organizzazione Mondiale della sanità risulta estremamente preoccupante.

L'epatite B è una malattia infettiva causa dal virus HBV, che colpisce il fegato causando infiammazione. Sebbene sia raro che porti alla morte di per sé, questa patologia può causare cirrosi epatica e tumore del fegato, cosa che aumenta di fatto il numero di decessi ad essa correlati. Il numero delle infezioni nel mondo occidentale è calato notevolmente grazie alla scoperta del vaccino, efficace al 95%: ciò nonostante, si stima che ogni anno circa 600 mila persone perdano la vita a causa delle conseguenze dell'epatite B.

L'epatite C, invece, è causata dal virus HCV: essendo sovente asintomatica è ritenuta solitamente più pericolosa. Delle 700 mila persone, solo in Italia, affette da questa infezione, si stima che solo la metà è consapevole del contagio e si cura, caratteristica che ha portato il Belpaese al triste primato in Europa di decessi per le conseguenze dell'epatite C, quali insufficienza epatica, cirrosi e cancro del fegato: la statistica dice che ogni anno perdono la vita 3000 italiani a causa dell'infezione.

Spesso niente risulta esplicativo quanto i numeri per comprendere la gravità di una situazione: un altro dato eloquente riguardante tali malattie racconta che tra il 40% e il 50% delle persone in lista d'attesa per un trapianto di fegato risultano HCV-positive. Per questo durante la IV Giornata Mondiale delle Epatiti si cercherà di sensibilizzare la popolazione europea riguardo questa preoccupante situazione. Secondo gli esperti, si potrebbe sradicare il problema dell'epatite in Italia in soli dieci anni, investendo una cifra di circa 800 milioni di euro in totale: una spesa esorbitante in tempi di crisi, ma che forse viste le statistiche a riguardo potrebbe valer la pena investire.  

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