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Stress e cuore: effetti collaterali più gravi per le donne

Negli uomini più sbalzi di pressione e frequenza cardiaca

Alcuni mesi fa i ricercatori americani dell'Harvard Medical School di Boston hanno condotto una sperimentazione su ventinove medici di terapia intensiva che ha svelato come lo stress sia connesso ad un maggior pericolo di sviluppare patologie cardiovascolari quali infarto del miocardio ed ictus. Secondo l'opinione degli scienziati, la ragione starebbe in un'eccessiva produzione di globuli bianchi da parte dell'organismo durante i periodi di forte tensione, a causa dell'attivazione delle cellule staminali del midollo osseo: i leucociti, solitamente baluardo del sistema immunitario, quando in sovrabbondanza possono accumularsi sulle pareti delle arterie, limitando il flusso sanguigno e favorendo la formazione di coaguli e placche che producono aterosclerosi.

Tale sperimentazione è stata implementata da uno studio condotto dai ricercatori del Duke Heart Center: i risultati, pubblicati sulla rivista Journal of American College of Cardiology, hanno evidenziato come gli effetti collaterali dello stress a carico del cuore differiscono in base al genere della persona. Dunque, l'organismo di uomini e donne reagisce in maniera diversa: in particolare, i primi risultano maggiormente soggetti a sbalzi di pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; mentre le seconde evidenziano che la tensione le portava a sviluppare una riduzione del flusso di sangue al cuore e un maggior rischio di ischemie miocardiche.

La sperimentazione è stata condotta su 310 soggetti, 254 di sesso maschile e 56 di sesso femminile, che presentavano tutte varie tipologie di patologie a carico del cuore. Dopo i primi test di routine, ai volontari sono stati affidati compiti stressanti da svolgere, come problemi aritmetici o corse su tapis roulant: in contemporanea, i ricercatori mantenevano un costante monitoraggio dei parametri vitali dei soggetti per mezzo di un elettrocardiogramma, della misurazione della pressione sanguigna e di prelievi di sangue. Così, gli scienziati americani hanno riscontrato nelle donne non solo una maggiore tendenza all'ischemia miocardica, ma anche allo sviluppo di coaguli e all'aggregazione piastrinica.

Tale scoperta, oltre a rivelare come lo stress possa produrre effetti collaterali di intensità più grave tra le persone di sesso femminile rispetto a quelle di sesso maschile, evidenzia come occorra valutare e trattare in maniera diversa le malattie cardiovascolari proprio in base a questa differenza di genere. Non solo: secondo i ricercatori americani, saranno necessari ulteriori studi per valutare le ripercussioni a lungo termine di questa caratteristica, oltre all'esigenza di concepire strumenti maggiormente adeguati per determinare i fattori di rischio.  

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