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Una scatola magica per trovare i tumori

Oncologia

Un'apparecchiatura di ultima generazione, capace di individuare senza radiazioni né mezzo di contrasto la maggior parte dei tumori, anche di soli tre o quattro millimetri (pancreas, rene, fegato, ossa e linfomi), che attualmente sfuggono alla diagnosi precoce. Prima si scoprono, prima possono essere trattati con il minimo degli effetti collaterali e il massimo delle possibilità di guarigione.

Si tratta della più innovativa macchina per la risonanza magnetica disponibile oggi al mondo. Definita dagli esperti la scatola magica, estende le potenzialità della Diffusion Whole-Body, un esame studiato dalla radiologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, che ha cambiato la diagnostica per immagini in oncologia. Più avanzato rispetto all’indagine di risonanza magnetica tradizionale, permette di creare immagini tridimensionali e panoramiche dell’intero corpo del paziente.

La Diffusion Whole-Body è già stata applicata allo IEO su più di seicento pazienti oncologici e serve per individuare tumori anche di piccolissime dimensioni. «L’esame, oggi, ha una durata di circa quaranta minuti, con questa nuova apparecchiatura riusciremo ad aumentarne il comfort, riducendo i tempi di esecuzione a venti, venticinque minuti al massimo – spiega Massimo Bellomi, direttore della radiologia dello IEO -. Ma la cosa più importante è che potremo ampliare il numero di potenziali fruitori fra la popolazione sana, perché la nuova macchina sarà dedicata principalmente alla prevenzione».

Ma perché è importante investire nella prevenzione? «È possibile comprendere l'importanza della prevenzione se si pensa al fatto che un italiano su due svilupperà un tumore nel corso della propria vita – spiega Roberto Orecchia, condirettore scientifico dello IEO -. Molti di questi tumori, ad oggi, non sono coperti dallo screening: sono i meno diffusi, ma i più gravi come ad esempio quello del pancreas. Diagnosi precoce significa non solo una più alta percentuale di guarigione, ma anche meno recidive, meno trattamenti, meno sofferenza e meno costi sociali. I sistemi di sanità pubblica ragionano solo sul costo delle procedure e non sulla gestione globale del paziente oncologico. Bisogna considerare, infatti, che ad oggi si registrano due milioni e mezzo di italiani che hanno vissuto un’esperienza di tumore, alcuni guariti, altri in cura e che a loro vanno aggiunti i famigliari. Stiamo parlando quindi di otto, nove milioni di persone che combattono ogni giorno con il problema tumore. Su questo dato il sistema sanitario nazionale deve soffermarsi a riflettere. La diagnosi precoce – conclude il professore – va incontro a logiche di risparmio in termini di costi e soprattutto di dolore. Soltanto attraverso la ricerca clinica è possibile proporre delle soluzioni efficaci».

E, infatti, nel 2009 l’Istituto Europeo di Oncologia ha avviato uno studio sulla fattibilità del sogno dell’oncologia e cioè introdurre le persone in una scatola magica che esplorasse in pochi minuti tutto il loro corpo, per trovare i primi segnali di eventuali anomalie. Il sogno è ora ipotesi scientifica. «Con questa nuova macchina saremo più performanti, sarà possibile organizzare uno screening di tutto il corpo con un solo esame di risonanza magnetica e tra due o tre anni riusciremo a diagnosticare in pochi minuti i tumori senza bisogno di nessun’altra procedura – conclude Bellomi -».

Lo IEO è quindi pronto a rivoluzionare la diagnosi oncologica grazie all’acquisto di questa nuova apparecchiatura. Il suo costo è di due milioni e mezzo di euro e per questo la Fondazione IEO (ente senza scopo di lucro, che dal 1992 lavora a fianco dell’Istituto milanese) ha organizzato una campagna di raccolta fondi tramite sms o chiamate da rete fissa attiva dal 6 ottobre all'1 novembre (numero a sostegno della campagna è il 45597). 

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