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Una giornata per conoscere il proprio cuore

Prevenzione

Le malattie cardiovascolari, in particolare l’aterosclerosi e le complicazioni che comporta (infarto miocardico, morte improvvisa, ictus, arteriopatie periferiche), rappresentano uno dei principali nemici della salute nei paesi industrializzati e in via di sviluppo.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono la prima causa di mortalità sia per gli uomini che per le donne e la causa principale di disabilità e ridotta qualità di vita. Nella sola Europa si registrano oltre quattro milioni di casi di morte o inabilità a causa di queste patologie.
 
«Nelle ultime decadi, in realtà, si è assistito ad un promettente declino dei tassi di mortalità connessi alle patologie cardiovascolari – spiega Riccardo Bigi, coordinatore del servizio di cardiologia del Centro Diagnostico Italiano -. Tuttavia, un’analisi più attenta e approfondita sembra stemperare, almeno in parte, gli entusiasmi per due ragioni essenziali: in primo luogo, i dati riflettono fondamentalmente il netto miglioramento dell’efficacia delle strategie terapeutiche nella fase acuta della patologia cardiovascolare; in secondo luogo, la riduzione del tasso di mortalità si traduce in un aumento del numero di individui colpiti da queste patologie in età avanzata con un conseguente incremento di incidenza dell’insufficienza cardiaca e dei costi globali dell’assistenza sanitaria. Parallelamente, dati epidemiologici allarmanti dimostrano un costante incremento dei fattori di rischio primari, quali l’obesità e il diabete nel corso dei prossimi anni».

Tuttavia, è possibile prevenire efficacemente l’insorgere di queste malattie e in occasione della Giornata Mondiale del Cuore (organizzata dalla World Heart Federation con lo scopo di aumentare la consapevolezza sulla salute in ambito cardiologico e la prevenzione delle patologie cardiovascolari) il 29 settembre sarà possibile effettuare gratuitamente presso il Centro Diagnostico Italiano (nelle sedi di Milano) visite cardiologiche ed elettrocardiogrammi per verificare la salute del cuore e capire l’eventuale necessità di controlli più approfonditi.

Ma perché è importante fare prevenzione? «La malattia arteriosclerotica si sviluppa in maniera costante, insidiosa e soprattutto silente per molti anni prima di produrre conseguenze evidenti – continua Bigi -. Ciò spiega come gli eventi cardiovascolari più gravi spesso insorgano improvvisamente, rendendo inapplicabili o palliativi gli interventi terapeutici di cui disponiamo. All’incirca metà delle morti cardiache si verificano prima che i pazienti raggiungano le strutture ospedaliere e in circa metà degli uomini e due terzi delle donne tale evento non è preceduto da sintomi evidenti. È, dunque, essenziale diffondere una cultura della prevenzione capace di identificare precocemente la malattia. In altri termini, una strategia mirata a comprendere la soggettività dell’individuo alla malattia e le capacità di difesa del suo organismo».

La Giornata Mondiale del Cuore pare quindi l'occasione ideale per richiamare l'attenzione sulla vera sfida che attende i ricercatori, gli operatori sanitari e i professionisti della salute nei decenni a venire: diffondere una cultura della prevenzione in campo cardiovascolare.
«La medicina del futuro è destinata a focalizzare la sua attenzione sull'individuo sia in termini di ricerca che in ambito clinico – conclude l’esperto -. In armonia con questa convinzione, abbiamo pensato, per la prima volta quest'anno, di offrire il nostro contributo proponendo quello che rappresenta il primo ma fondamentale approccio verso una cultura personalizzata della prevenzione, ossia il colloquio medico-paziente».
  

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