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Nuova cura per il diabete di tipo 2

Dalla ricerca internazionale

C’è una nuova strategia che sembra mettere al riparo i malati di diabete da uno dei rischi maggiori a cui vanno incontro quotidianamente: l’instabilità dei livelli di zucchero nel sangue e l’aumento di peso.

Si tratta dell’associazione di un farmaco che riproduce l’azione del glucagone, ormone naturalmente prodotto dall'intestino che viene rilasciato pochi minuti dopo il pasto, con la vecchia insulina. La sua aggiunta sembra essere molto utile perché stimola una perdita di peso e calma i capricci degli zuccheri nel sangue, meglio di quanto fanno altri farmaci.
Prodotto costoso però, questo analogo dell’ormone, e ancora non valutato in modo approfondito in ricerche sui pazienti. A chiarire la situazione arriva una attenta rivisitazione dei lavori fatti finora ad opera di Ravi Retnakaran, endocrinologo del Mount Sinai Hospital di Toronto, pubblicata recentemente sulla rivista inglese The Lancet.

Lo studio ha preso in esame quindici ricerche sugli effetti della terapia con insulina e il preparato in questione su 4300 pazienti con risultati importanti: una probabilità del 92 percento di ottenere un ottimo controllo dello zucchero nel sangue e una diminuzione di peso di oltre tre chili rispetto agli effetti di altri trattamenti antidiabetici.

Raggiunto da Il Giornale.it, Ravi Retnakaran precisa: «il concetto di combinare l’insulina con questo farmaco è un’idea che gli endocrinologi hanno preso in considerazione negli ultimi anni e la nostra analisi che si riferisce a studi recenti, dal 2011 al 2014, vuole proprio fare il punto di questa sperimentazione. La conclusione è positiva, è un trattamento che può cominciare a entrare nella pratica clinica. Teniamo presente sotto il profilo pratico che entrambi i preparati vengono somministrati per iniezione che il paziente può farsi da solo».

«Attualmente, – prosegue lo specialista canadese – esistono già sul mercato preparati dell’analogo del glucagone ma non ci sono ancora dosi fisse già pronte della combinazione tra i due farmaci; quando questi prodotti saranno disponibili, per il paziente si tratterà di fare una sola iniezione».
Se è vero che questa nuova strategia di cura del diabete sembra promettente, resta il problema non trascurabile del suo costo, che John Buse, endocrinologo della Scuola di Medicina della North Carolina University, giudica quasi insormontabile: si tratta del trattamento più costoso tra tutti quelli disponibili oggi per il diabete. Non a caso l’Agenzia Italiana del Farmaco per ora non ha concesso l’autorizzazione al rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

D’altro canto, sottolinea ancora Retnakaran, questa combinazione può migliorare la qualità di vita dei malati di diabete al punto tale da ridurre la spesa complessiva per le complicazioni legate proprio all'instabilità della glicemia e all'eccesso di peso. Questa ricerca forse ne chiarisce il valore e le prospettive per il futuro.
 
 

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