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"Scatti d’energia": la campagna vip contro il tumore ovarico

L'importanza della ricerca e della prevenzione

Non tutti hanno apprezzato, ma la campagna virale dell'Ice Bucket Challenge, letteralmente «Sfida del secchio di ghiaccio», a favore della ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica ha raggiunto il suo obiettivo: 1 milione di euro raccolto solo in Italia, cifra ingente sebbene irrisoria se pensiamo ai quasi 95 milioni di dollari guadagnati negli Stati Uniti. Ma sarebbe sbagliato pensare che questa possa trasformarsi in una corsa tra nazioni, dove chi taglia il traguardo per primo vince: arrivare alla concezione di una terapia definitiva nella lotta al morbo di Gehrig rappresenterebbe un bene supremo per tutta l'umanità, con buona pace di chi non ha accettato la sfida, criticando l'iniziativa delle celebrità soprattutto laddove ricoprissero ruoli pubblici di spicco, e di chi, forse a ragione, ritiene fuori luogo affidarsi ai privati e necessario un controllo da parte dello Stato viste le somme in ballo.

Considerato il successo della campagna, non c'è da stupirsi che la modalità con cui è stata condotta sia stata più o meno replicata per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro un'altra: il tumore ovarico, una delle patologie più subdole a causa della vaghezza dei sintomi, che vengono spesso sottovalutati e curati intempestivamente rendendo meno efficace la terapia. Alcune celebrità sono scese nuovamente in campo per sostenere la ACTO Onlus: stavolta i vip non si producono in una masochistica secchiata d'acqua auto-inflitta, ma in più semplici fotografie, scattate da Dirk Vogel, in bianco e nero reggendo cartelli con varie scritte, tutte riguardanti l'importanza della ricerca, di una diagnosi precoce e di controlli accurati per cercare di sconfiggere anche questo difficile nemico.

La campagna di sensibilizzazione è stata denominata «Scatti d'energia. Insieme contro il tumore ovarico»: partirà da Piazza Cordusio a Milano per poi toccare anche a Roma e Napoli. L'obiettivo è quello di rendere maggiormente consapevoli riguardo questa neoplasia che colpisce 5 mila donne solo in Italia, 250 mila in tutto il mondo: secondo una statistica recente, sei donne su dieci sono all'oscuro dell'esistenza di questa malattia, e sette su dieci non ne sanno riconoscere i sintomi. Per questo la ACTO Onlus ha invitato i cittadini a seguire l'esempio di dieci vip che hanno partecipato a questa campagna e a scattarsi un selfie accompagnato da un messaggio per sottolineare l'importanza della prevenzione e della tempestività di una diagnosi.

I vaghi sintomi che solitamente compaiono in presenza di questo tipo di tumore sono gonfiore addominale, dolori quali crampi o fitte e alterazione dell'alvo: ciò nonostante, nel 80% dei casi risulta asintomatico fin dopo aver raggiunto uno stadio oramai avanzato, cosa che rende più difficile la guarigione e maggiormente subdola la malattia. Al contrario, se scoperto nelle prime fasi, la prognosi è ottima, col 90% delle pazienti che superano i primi cinque anni di malattia. Esiste una forte componente genetica ed ereditaria, dunque medici e specialisti raccomandano alle donne con una storia di patologia tra parenti di primo grado, dunque madri, sorelle e nonne una particolare attenzione. 

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