Todaysalute.it – Chiunque abbia un'alimentazione squilibrata, ricca di latticini e grassi, sa già che una volta che va a sottoporsi alle analisi del sangue, molto probabilmente presenterà l'asterisco alla voce colesterolo: segno ineludibile che i livelli di questa molecola all'interno delle nostre vene superano i livelli di guardia, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari quali infarto del miocardio ed ictus. Tale caratteristica contribuisce alla sua fama terribile, sebbene forse non tutti sanno che esiste anche un colesterolo cosiddetto buono: è quello HDL, legato cioè a lipoproteine ad alta densità, che si contrappone a quello LDL, o cattivo, legato al contrario da lipoproteine a bassa densità.
Il loro ruolo opposto all'interno dell'organismo giustifica questa specie di battaglia tra i due composti: le lipoproteine LDL, infatti, contribuiscono a staccare il colesterolo dal fegato e trasportarlo verso i vasi sanguigni, producendo placche che a loro volta stanno alla base dell'aterosclerosi; le lipoproteine HDL, invece, lavorano in senso contrario, agendo in pratica come spazzini del sangue. Dunque, aumentare i livelli di quest'ultimo tipo di colesterolo può essere un buon modo per evitare di incappare in patologie gravi: tra i metodi più semplici per far pendere il rapporto HDL/LDL in favore del primo tipo di lipoproteina si possono ricordare il condurre una pratica sportiva ad alta intensità aerobica, perdere peso, smettere di fumare, di bere e, nel caso in cui falliscano tutti i precedenti tentativi, ricorrere alla cura farmacologica assumendo statine.
Ma le ragioni che portano ad un abbassamento del colesterolo HDL sono anch'esse molteplici. Uno studio dell'Università di Warwick pubblicato sulla rivista specializzata Nutrition and Diabetes ha svelato come consumare troppi zuccheri possa portare appunto ad uno sbilanciamento del rapporto HDL/LDL in favore di quest'ultimo, cosa che ovviamente aumenta la percentuale di danni cardiovascolari. Addirittura un particolare tipo di zucchero, conosciuto come metilgliossale e contenuto in special modo nel miele, contribuisca a trasformare il colesterolo buono in cattivo, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di effetti collaterali come aterosclerosi di circa il 10%.
Dunque, un'alimentazione troppo fondata sui carboidrati semplici e complessi non solo comporta obesità e diabete, ma aumento dei casi di ictus e infarto del miocardio a causa proprio di questo processo. La notizia positiva è che comunque la scoperta effettuata dai ricercatori britannici causerà la creazione di un nuovo tipo di medicinali che possano mantenere sotto controllo i livelli di metilgliossale all'interno dell'organismo: si potrebbe addirittura pensare al concepimento di integratori di una particolare sostanza, il glyoxalase 1, proteina che contribuisce a trasformare questo tipo di zucchero, particolarmente tossico, in un composto innocuo di modo da salvaguardare i livelli di colesterolo HDL.



